Rat-Intervista a Leo Ortolani

Il fumettista Leonardo Ortolani ha da poco festeggiato il centesimo numero del suo piccolo topo giallo Rat-Man.
Per l’uscita di questo numero 100 è stata organizzata l’11 Gennaio, a Parma, una maxi festa (che trovate narrata in questo post) durante la quale, oltre ovviamente festeggiare, ne abbiamo approfittato per rivolgergli qualche domanda.

Inizialmente il numero 100 del fumetto Rat-Man doveva essere l’albo conclusivo della storia del nostro eroe, ma così non è andata: la storia non è ancora pronta per il gran finale, ed è nel rispetto di questo giusto finale che si continua ad andare avanti con amore e passione.

Buona lettura a tutti.

Il numero 100 è un importantissimo traguardo per la tua carriera. Doveva essere la fine di Rat-Man, ma così non è stato. È stato invece l’occasione per poter organizzare una grande festa celebrativa, il Rat-Con appunto. Come ti senti ora, dopo aver ricevuto l’affetto dei tuoi fan accorsi in gran numero a Parma per te e per Rat-Man?

Be’, mi sento bene, ovviamente. Sai, lavorare da soli sempre, giorno e notte, potrebbe farti dimenticare che quello che fai finisce poi in mano ai lettori, così il mio analista mi ha consigliato di incontrare 700-800 persone alla volta, come terapia. Non potendo organizzare spesso questi incontri, ho chiesto se ci sono anche delle comode compresse da prendere dopo cena. Magari effervescenti.

Scherzi a parte, sono felice che Rat-Man abbia trovato casa presso così tante persone e abbia regalato qualcosa a chi lo ha letto per così tanti anni. Chi è venuto a Parma l’11 gennaio scorso era ovviamente una piccola parte del pubblico di Rat-Man, ma credo che se lo rifacessi con altri lettori, il calore e l’affetto sarebbero gli stessi, e questo mi dà la forza per proseguire con lo stesso entusiasmo di sempre.

Nel numero 100 di fatto rendi noto ai tuoi lettori che cosa significa per te essere fumettista (e un creatore di storie in particolare) e spieghi in un certo senso quanto è importante per te che la storia di Rat-Man abbia una degna conclusione. Ci vuoi parlare del rapporto che hai con le tue storie?

Le mie storie sono come figli, per me. Gli dò tutto ciò che posso, perché quando escono da questo studio possano cavarsela da sole, nel mondo. Non potrei mai fare uscire là fuori una storia di cui non sono convinto fino in fondo, nel momento in cui la realizzo. Allo stesso modo, la saga di Rat-Man deve avere una conclusione che valga la pena essere durata così tanti anni. Non sarà facile, ma è il minimo che possa fare.

Il fatto di essere diventato padre ha influito sulla tua scrittura?

Sì, nel senso che il tempo per concentrarmi sul lavoro si è frammentato e viene spesso occupato da altri pensieri. Scrivere è diventato così più lento di prima, perché l’amore per le storie si contende adesso quello per le figlie. Non è facile metterli d’accordo. Soprattutto perché sono due tipi di amore diversi e assolutamente totalizzanti. L’uno non tollera la presenza dell’altro. Se voglio scrivere, devo dimenticarmi di avere una famiglia. Se voglio stare in famiglia, devo dimenticarmi che devo scrivere.

Forse un giorno riuscirò a conciliare queste due voci, ma al momento non ci riesco.

Uno dei pochi pregi del personaggio Rat-Man è che ha il coraggio di lottare sempre, anche se la vittoria è impossibile. Quanto questo lato del ratto ti rappresenta? Cioè quanto hai lottato per poter far diventare la tua passione per il fumetto un lavoro a tutti gli effetti? E ora che ci sei riuscito come ti senti?

Mi chiedi sempre come mi senta, e mi fai preoccupare. Sei mica stata dal mio medico che ti ha detto qualcosa che io non so ancora? °___°

E’ ovvio che ciascuno di noi lotta fino alla fine, per difendere o raggiungere le cose a cui tiene tantissimo. Fosse il desiderio di fare il fumettista o quello di stare con la tale ragazza. Lottare, sempre, fino a che non si è tentato ogni strada. Questo è l’unico modo che conosco per non dover dire, un giorno “ah, se avessi provato a fare così…” L’ho provato. E vivo senza rimpianti. Certo, non sempre i risultati dipendono solo dai nostri sforzi. Così non è che sono diventato fumettista solo perché le ho provate tutte, ma anche perché ho incontrato delle persone che mi hanno aiutato nella mia strada e che in alcuni casi sono ancora a mio fianco, come Andrea Plazzi, che è mio amico ed editor di Rat-Man.

Che cosa ci dobbiamo aspettare dai prossimi numeri? Quali nuove parodie ci attendono? E che cosa troveremo dentro I Giganti?

I prossimi numeri puntano verso il finale di Rat-Man e non vorrei dirti niente, per non rivelare niente. Come parodie, sto pensando a concludere la serie di STAR RATS e a una storia di zombi, che vanno tanto per la maggiore e che alla fine mi piacciono molto pure  a me! Nei GIGANTI, che sono poi gli albi del RAT-MAN GIGANTE, la ristampa mensile che inizierà a marzo, troveremo tutte le storie di Rat-Man in ordine cronologico, secondo le uscite della collana passata, con l’aggiunta non solo di disegni del dietro le quinte, ma di un corposo (e spero divertente) apparato redazionale in cui si raccontano i dietro e quinte di ogni storia, o di vari personaggi, a formare una specie di enciclopedia di Rat-Man che getta uno sguardo più approfondito su questo fumetto, su come è nato e come si è sviluppato nel corso degli anni. Una specie, se vogliamo, di “lezione di fumetto” sullo scrivere e disegnare Rat-Man. Spesso, inserirò intere tavole inedite, scartate dalla versione definitiva, o le disegnerò appositamente, basandomi su parti di sceneggiatura scartati. Per mostrare come il percorso che conduce alla realizzazione di una storia non è mai netto, ma passa per diversi tentativi, per strade più o meno tortuose. All’autore, il compito di scegliere la strada giusta per quella storia.

Si ringrazia Leonardo Ortolani e Panini Comics per la disponibilità.

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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