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La storia dei pittogrammi olimpici di Rio 2016

E’ ormai quasi una tradizione per Bloggokin quella di riservare uno spazio (più o meno critico) a quello che consideriamo uno dei massimi eventi mondiali. Ovviamente parliamo delle Olimpiadi in quanto evento sportivo, ma anche come evento comunicativo, grafico e creativo. Negli ultimi anni, abbiamo spesso parlato infatti dei pittogrammi olimpici (vedi le imminenti Olimpiadi invernali di Sochi) e di quanti progressi si sono fatti in termini di graphic design dai primi pittogrammi di Otl Aicher (Mosca 1980).

Per prima cosa dobbiamo dire che queste Olimpiadi di Rio2016 a livello comunicativo sono partite davvero bene, il livello sembra essere molto alto è l’attenzione ai particolari sembra crescere progressivamente con l’avvicinarsi dell’evento. Siamo partiti quasi due anni fa pubblicando (tra i primi) la font creata appositamente per Rio2016 (ricordate?), adesso (in realtà già da un po’ di tempo) arrivano i tanto attesi pittogrammi olimpici.

L’identità grafica di queste Olimpiadi è stata creata dal Dalton Maag, partendo dalla lettera T, nodo fondamentale di questo brand, una lettera che in qualche modo vuole ricordare la statua del cristo redentore, icona mondiale di Rio del Janeiro. Nel presentare il lavoro, Beth Lula, brand director dell’evento ha spiegato quanto per loro siano importanti i pittogrammi come strumento e come piattoforma comunicativa e di come serviranno da qui a due anni per promuovere ogni singolo evento sportivo legato ai giochi, sia come decorazione che come segnaletica, ma anche a livello di prodotti su licenza o sponsor/partner.

Partire dal valore stesso della parola ‘pittogramma‘ (deriva dal greco ‘ parola dipinta’) per disegnare e ricercare il significato di ogni singolo sport, di come i corpi dell’atleta e le attrezzature sportive sono state fuse insieme attraverso un segno continuo, spezzato solo da variazioni di spessore che danno l’impressione di profondità. La tipica forma del ‘sassolino’ sostiene il disegno e si modifica a seconda del movimento dell’atleta. E’ stato inoltre fatto un notevole lavoro sul disegno delle paraolimpiadi e sui pittogrammi ad esso dedicati, cercando di integrare le diverse disabilità degli atleti in modo equilibrato e naturale (ottima idea) sia nel pittogramma che nel segno che lo compone, dando quindi dignità anche alla disabilità come valore e non ignorandola.

Il lavoro è stato completato in 16 mesi, cinque dei quali sono stati dedicati ad avere un ok definitivo sui pittogrammi dalle 42 Federazioni Internazionali di ogni sport presemte. In totale, ci sono 64 pittogrammi, 41 Olimpici e 23 Paraolimpici. I pittogrammi possono essere utilizzati sia all’interno che all’esterno dei ciottoli, in tutti i colori.

Ci sembra davvero un gran bel lavoro, che se messo insieme al disegno del logo e alla font, creano a due anni abbondanti dalla cerimonia di innaugurazione delle Olimpiadi un ottimo sistema comunicativo, che per ora non lascia tracce di sbavature o mancanze. Speriamo solo che vengano ben utilizzati.

Qui di seguito trovate una veloce galleria di alcuni pittogrammi, ma se volete vederli tutti, legati alla sport di appartenenza vi basterà andare direttamente sul sito legato alle Olimpiadi e Paraolimpiadi. Buona visone!

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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