Ogni piccolo pezzo

Ogni piccolo pezzo è un romanzo grafico. È stato scritto, disegnato e colorato dal giovane e brillante Stefano Simeone, alla sua seconda prova come autore completo dopo Semplice (Tunuè). Ad editarlo questa volta è Bao Publishing che lo inserisce tra la lista di autori della collana Le città viste dall’alto.

Questa nuova collana della casa editrice milanese si prefigge lo scopo di dare il giusto spazio alle storie in cui vi è uno stretto legame con le ambientazioni, siano esse città, paesi o non-luoghi, e di dar modo al lettore di osservare la vita dei protagonisti trasformarsi lentamente nella propria. Ogni piccolo pezzo non fa eccezione e, pagina dopo pagina, propone situazioni già viste e sensazioni già provate, ma con una poeticità che mira dritto al cuore. E fa centro.

Da una parte c’è la storia, che è un po’ la storia di tutti coloro che hanno vissuto la loro infanzia in un paese di campagna dividendo giochi e spazi con i propri compagni d’avventura. Amici che, una volta cresciuto, perdi e ritrovi vorticosamente nella tua vita per una serie di coincidenze e fatalità e che ti permettono di fare i conti col passato con lucida disillusione. E proprio come i pianeti, infatti, i cinque protagonisti,  girano ognuno su una propria orbita che li porterà nel corso del tempo ad avvicinarsi per poi allontanarsi di nuovo e dove solo un allineamento planetario, un evento imperdibile come un matrimonio, potrà riunirli tutti insieme, da Diego il sensibile a Mauro lo sbruffone, da Sandro il sempliciotto, a Sienna la femme fatale, fino all’evanescente Xavier.

Dall’altro c’è la struttura narrativa del fumetto che, con finezza ed estrema funzionalità, è frammentata appunto in tanti piccoli pezzi senza la minima continuità temporale. Infatti come si ricompone con la colla una tazza, coccio dopo coccio, così l’opera, tavola dopo tavola, permette al lettore di mettere a posto ogni tassello del puzzle. Ed è proprio la suddivisione degli eventi in tanti frame disconnessi a renderli ancor più significanti, ancor più pregnanti nonostante la brevità e la banalità degli episodi che si susseguono. Insomma al servizio delle storia vi è uno stile narrativo impeccabile  a cui si aggiunge la sensibilità dell’autore e la sua capacità di gestire con estrema chiarezza l’accozzaglia di ricordi mediante riferimenti visivi e culturali. I rimandi temporali sono infatti immediatamente riconoscibili permettendo a Simeone di giocarsi (assai bene) la possibilità di modellare i corpi dei protagonisti che, molto spesso, al sopraggiungere delle difficoltà e delle complicazioni, quasi a rappresentare l’immaturità e al contempo il loro io più profondo, ritornano bambini.

E poi ci sono il disegno e gli splendidi colori. E qui con pochi e semplici tratti l’autore sin da subito riesce nell’intento di caratterizzare i protagonisti nella maniera più delicata possibile, vestendoli o accostandoli a segni e oggetti che non solo definiscono il loro aspetto esteriore, ma che di fatto diventano essi stessi metafora del disagio interiore dei singoli personaggi. Ne sono un esempio gli occhiali di Diego che gli coprono il viso a mo’ di coperta di Linus a definire la sua immobilità e la cicatrice (finta?) di Mauro a delineare il suo bisogno intrinseco di nascondere le sue debolezze e la traumatica situazione familiare. A dare potenza al tratto ci pensa poi la scelta di usare vignette di dimensioni variabili, da piccolissimi quadratini che miniaturizzano ambiente, situazioni e personaggi,  a splashpage d’impatto, in cui vengono gestite ottimamente inquadrature e angolazioni spesso insolite. Tale schema permette una lettura cadenzata dai repentini cambiamenti ritmici, quasi come se lo stesso autore volesse condurci lungo una strada in saliscendi, dove a ripide salite da percorrere lentamente apprezzando il panorama si sovrappongono fulminee discese, dove tutto ciò che resta impresso è dovuto al colpo d’occhio.

I colori, infine, coi loro toni pastello mai troppo accesi, donano un’atmosfera ovattata a tutta l’opera, scandendo umori, pensieri, delusioni e frustrazioni dei protagonisti grazie all’alternanza tra le calde tinte aranciate e le fredde tonalità del blu e del verde. È riduttivo valutare la colorazione del volume solo come valore aggiunto poiché è molto di più: essa si presenta  come la vera e propria protagonista del racconto in grado di esprimere con intensità la malinconia che aleggia per tutto il volume, senza farla confluire in ampollosità. Un lavoro meticoloso e accurato che consente all’autore di portare a casa un risultato di un’impareggiabile finezza e gusto grafico.

Perciò, visto che il Natale è alle porte, fatevi un regalo: compratevi Ogni piccolo pezzo, non vi deluderà. Anzi vi coccolerà e vi trasporterà nelle peculiari atmosfere di borgata, dove tutto è sempre uguale ma al contempo nulla rimane lo stesso. Dove tutto inizia e tutto finisce. E così, mentre sfogliate il libro, il suggestivo lavoro di Stefano Simeone vi  condurrà proprio lì, nell’immobile paese raccoglitore di sogni infranti.

Ilaria Mencarelli

Ilaria Mencarelli

Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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