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Urbino Capitale Europea della Cultura (1)

Poco tempo fa, mi è stato chiesto di recarmi ad Urbino per partecipare al blogtour #urbino2019  in occasione della designazione delle città finaliste al titolo di Città Europea della Cultura (per il 2019). Come pochi sanno, ogni anno viene assegnato questo prestigioso titolo ad una (in realtà due) città europee, nel prossimo 2019 toccherà proprio all’Italia questo onore e le città candidate erano davvero tante (ci piace esagerare), le 20 candidate erano quelle di Aosta, Cagliari, Matera, Bergamo, Caserta, Città-diffusa Vallo di Diano e Cilento con la Regione Campania e il Mezzogiorno d’Italia, Ravenna, Siene, Perugia/Assisi, Erice, Grosseto e la Maremma, L’Aquila, Perugia, Lecce, Mantova, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Siracusa ed il Sud-Est, Taranto, Venezia con il Nord-Est e naturalmente Urbino.

Come potete capire il numero delle candidate era talmente elevato che si è dovuto provvedere alla creazione di una shortlist da cui poi in futuro verrà eletta (dopo attenti esami) la città europea della cultura 2019. Cominciamo subito con il dire che malgrado gli sforzi fatti da tutta l’organizazione, le città che hanno passato il turno sono state: Cagliari, Lecce, Matera, Perugia con Assisi e i luoghi di San Francesco, Ravenna e Siena. Urbino non ce l’ha fatta!

Pace.

Ma allora che stai raccontando? Perchè parli di Urbino come Capitale Europea della Cultura? Semplice, vorrei raccontare del blogtour ad Urbino che mi ha portato a conoscere meglio questa città che, malgrado quello che pensano alla comunità europea meritava di essere tra le finaliste. Partiamo con una delle eccellenze italiane (che le altre città non hanno)…

L’ISIA di Urbino

Per chi come me, nasce, cresce e sguazza nella grafica da circa trent’anni, l’ISIA di Urbino è come un faro, qualcosa in cui perdersi e ritrovarsi, un entità superiore, il Master Control Program della grafica in Italia. Nato nei primi anni ’70, da allora é la più importante istituzione statale in Italia per la progettazione grafica ed editoriale come dice Wikipedia, parliamo quindi di cose come Progettazione grafica e comunicazione visiva, design ed editoria, fotografia e illustrazione.

La sede è all’interno dell’ex Monastero di Santa Chiara un posto stupendo, enorme, uno degli edifici migliori al mondo per poter studiare, girare per quei corridoi è come perdersi dentro la creatività, si respira un’aria diversa, totalmente differente da qualsiasi altra istituzione scolastica italiana, perchè va ricordato che l’ISIA è una scuola Statale. Capite? Statale! Non la solita eccellenza privata da 3000 euro all’anno di iscrizione, ma una scuola pubblica. Statale. Statale (lo ripeto per essere chiaro).

All’interno dell’ISIA ci accompagna il nuovo direttore fresco di nomina, Luciano Perondi.

Ecco, i professori dell’ISIA (sono loro che eleggono il Preside) chi hanno eletto come loro massimo rappresentante? Luciano Perondi, uno dei massimi esponenti della grafica, il lettering e le font oggi in Italia (e pure giovane). Uno che negli ultimi tempi ha progettato diversi caratteri tipografici per quotidiani, per editoria, per sistemi di segnaletica e di identità con il suo studio (Molotro), se il nome non vi è del tutto nuovo e avete già sentito parlare di lui è perchè proprio qui su Bloggokin ne avete letto a proposito della font creata per l’Espresso (come già avvenuto per quella del Corriere della Sera), per non parlare di quella realizzata per la campagna elettorale di Bersani insieme a tutta l’immagine coordinata, con gli amici di FF3300 e Imaginifica. Uno che è convinto che significare è scrivere e che quando si parla di creatività, dell’identità comunicativa, del significato e del significante di questa parola, può dire la sua!

Con lui abbiamo parlato di fondi statali, di font, di corsi e di allunni, dello stato delle cose e di come un giovane possa puntare nel 2013 sulla creatività per il proprio futuro. L’ho ascoltato entusiasta parlare della scuola pubblica, dell’ISIA, di come è difficile portare avanti certi tempi affrontando contemporaneamente i tempi che ti cambiano sotto gli occhi, di come ancora oggi l’importante è dare delle solide basi agli studenti e poi lasciarli andare, ma sopratutto abbiamo parlato di lavoro, di come i suoi “ragazzi” una volta usciti dai corsi trovano (quasi) tutti lavoro, forse perchè come dice lui sono pochi rispetto alla scarsa richiesta lavorativa (e quindi più facili da piazzare) ma forse anche perchè (aggiungo io), escono con una altissima formazione (questo l’ho aggiunto io) e questo è un notevole valore aggiunto.

La camminata all’interno dell’istituto urbinate prosegue sino all’aula di animazione dove incontriamo Gianluigi Toccafondo, insegnante del corso e vero e proprio nume tutelare dell’animazione e dell’illustrazione in Italia da più di 20 anni. Le sue opere hanno accompagnato la mia vita sin quando nel 1990 andai alla mia prima Lucca Comics (che era anche animazione) e vidi questo:

Toccafondo aveva 25 anni, rielaborava immagini di Buster Keaton e vinceva il premio come miglior cortometraggio animato, da lì in poi l’ho sempre seguito, vedendo ed osservando incuriosito le sue opere, dalle sigle per Avanzi alla pubblicità della Sambuca Molinari, dalla collaborazione con la Fandango alla recente campagna per la stessa Università di Urbino o come il bellissimo corto “essere morti o vivi è la stessa cosa” (che vedete qui di seguito)…

Quei pochi minuti di colloquio con lui mi sono serviti a capire ancora una volta che valore ha l’insegnamento, l’umiltà di un Artista (A maiuscola) che mette a disposizione il suo sapere, i suoi lavori e le sue conoscenze con il sorriso, che si pone sullo stesso piano dei ragazzi alla quale insegna, pronto a condividere con loro un percorso formativo davvero notevole.

I ragazzi dell’ISIA di Urbino sono fortunati, davvero, hanno professori eccellenti pagati dallo stato, artisti, grafici, illustratori e creativi che quotidianamente danno loro i mezzi necessari per un mestiere creativo, questa è il senso della vera formazione. Formare i giovani, dare loro gli strumenti per poi lasciarli liberi di diventare quello meglio credono (se gliene sarà data la possibilità). Potrei stare qui per ore a fare l’elenco di tutti i professori che insegnano ad Urbino, ma sarebbe un inutile esercizio di stile, mi limiterò a salutarne uno per tutti, un amico, Giuseppe Palumbo (e ho detto tutto). Grazie.

Tralasciando per un attimo tutto quanto detto finora e ricordandovi ancora una volta che l’ISIA è una scuola statale, che Urbino ha tra le sue mura anche l’Università e l’Accademia di Belle Arti, chè una delle poche città al mondo ad avere più studenti (18.000) che abitanti (16.000), come posso pensare che questa cittadina non sia fonte diretta di cultura e non guardi al futuro (2019?).

Difficile comprendere le scelte di una commisione, forse il progetto, il valore dello stesso, la città, i trasporti (Trenitalia ti odio) o la politica non hanno compreso appieno il valore di uesto territorio, forse le risorse in campo non sono bastate a farlo comprendere, questo forse non lo sapremo mai, di sicuro c’è che Urbino a mio modo di vedere meritava perlomeno di essere nella shortlist, ma questo è un altro discorso…

continua

il panorama che vedono gli studenti dell’ISIA dal loro giardino…

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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