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Tabù lavoro? 1001 modi per trovare lavoro tour

Nel periodo storico in cui, in Italia, la parola lavoro è ormai diventata tabù, siamo andati il 30 Novembre ad assistere alla tappa milanese del “1001 modi per trovare lavoro tour”, tour ideato e realizzato dal giovane Luca Panzarella.
Sì, l’argomento è proprio questo: cercare lavoro per trovare lavoro!

Luca Panzarella è un creativo. È giovane, intraprendente ed in continuo movimento nel flusso del mondo viaggiando in lungo e in largo. Si è fatto e si fa conoscere tramite l’ottimo uso dei social media, i numerosi articoli sparsi sul web e i sempre schietti post del suo blog.

È uno di quelli che vede le cose in maniera meno convenzionale, da un’altra angolazione, e che esprime la sua opinione in modo diretto, ponendo maggiormente l’attenzione su cosa possa essere effettivamente costruttivo e positivo rispetto alla prassi delle critiche e delle polemiche.

Luca semplicemente osserva l’Italia, osserva il resto del mondo e trae le sue conclusioni. E ogni volta stupisce i suoi lettori e follower con riflessioni e spunti nuovi, originali e decisamente intraprendenti, che sorpassano di gran lunga alcuni preconcetti stagnanti legati ad alcune visioni italiote.

Di seguito il resoconto. Per farvi un’idea più approfondita sbirciate il suo sito e ricordatevi di seguire il suo blog per conoscere le prossime date del tuor!

1001 modi per trovare lavoro tour di Luca Panzarella

Uno dei temi più cari a Luca è il concetto di lavoro e del cercare lavoro che, come è solito fare per ogni argomento affrontato, stravolge, ribalta, rimodella e rivoluziona. Per Luca infatti lavoro inteso come stipendio fisso, tempo indeterminato e futura pensione è ormai finito, non c’è più. Ci sono però altre opportunità, altri modi alternativi di concepirlo, occupazioni come quelle del freelance e del lavoro in agenzia o in una startup. Insomma quel genere di occupazioni che nel nostro paese non sono ritenute tali, che vengono definite sopravvivere e non vivere dignitosamente.

Ben consci che il famoso lavoro vero, quello che ti da sicurezza e possibilità di accumulare risparmi, è quasi un miraggio anche solo osservando i dati statistici (prima regola: fidarsi della statistica) i giovani freelance devono sapere che partono già svantaggiati: sono pochi (è questo di per sé può anche essere un vantaggio) ma vengono pagati con cifre irrisorie (se vengono pagati). Cosa fare per accaparrarsi un’opportunità per sfondare nel campo?

E qui interviene la regola numero due: basta curriculum! Niente curriculum e niente lettera di presentazione, non serviranno. Sono poche le probabilità che un ipotetico datore di lavoro legga o presti alla vostra mail un’attenzione superiore ai quindici secondi.

Piuttosto è molto più utile appoggiarsi ai social network  in cui si possono ottenere opportunità in modo alternativo e informale, se solo si è in grado di cambiare prospettiva e di “smettere di cercare lavoro”.

Bisogna infatti cercare le persone! Persone che siano capaci, brillanti, oneste, con soldi, persone con cui si può instaurare un rapporto lavorativo a lungo termine. E siamo passati alla regola numero tre, fondamentale: conoscere almeno una persona al giorno!

Il vostro futuro datore di lavoro si nasconde infatti dietro le spoglie di una vostra conoscenza e non per forza è un cinquantenne ingessato in giacca e cravatta. Per aumentare le possibilità di fare buoni incontri è necessario partecipare agli eventi: essi vanno scelti scrupolosamente in base alla loro importanza e possono generare numerosi scambi di visibilità.

In questo mare fluente da navigare, sono due le tipologie di persone da accalappiare e non mollare mai: coloro che hanno fatto successo nel proprio campo e, soprattutto, i guru, coloro che, anche senza fama, possiamo considerare maestri e che hanno tanto da insegnare. È necessario seguirli, carpirne ogni minimo segreto e capirne l’ottica e il modus operandi per essere in grado di fare un passo avanti verso la ricerca dell’innovazione.

È estremamente importante il modo in cui ci si presenta: è necessario in primo luogo non vergognarsi di dire al mondo che si sta cercando lavoro e in secondo luogo costruirsi una storia (regola numero quattro), un breve riassunto di se stessi che esprima in maniera chiara e lineare chi siete, cosa fate e cosa volete.

È essenziale “presentarsi come il chinotto” (regola numero cinque), cioè con lo slogan giusto che vi rappresenti e che sia efficace, uno slogan da riproporre in tutte le salse e in tutti i social. È basilare ascoltare le persone con cui si sta conversando e trovare punti e passioni in comune, di modo da suscitare il reciproco interesse.

Il nostro futuro datore di lavoro si nasconde tra uno dei nostri contatti e ci darà la possibilità o di lavorare per una startup, offrendo paghe sostanziose ma instabilità, o per una web company, più stabili ma decisamente meno remunerative. Tutto ciò che si discosta da queste modalità di concepire il lavoro sono per lo più truffe e raggiri.

E perché ci dovrebbero dare queste opportunità? Perché abbiamo passioni in comune, ovvio! (regola numero sei: parlare agli altri delle proprie passioni!). Conta infatti di più essere in sintonia con i valori dell’azienda dell’esperienza sul campo: il tuo capo deve fidarsi di te, l’affinità vale più di una qualifica.

Si passa poi alla regola sette: inventarsi un’opportunità.
È d’obbligo costruirsi da principio un profilo semplice e lineare su Linkedin che definisca il nostro strato attuale e permetta si ottenere nuovi contatti. E mentre la vostra cerchia di conoscenze si allarga, per raggiungere il vostro scopo dovete ricordarvi di non ascoltare mai  gli spassionati consigli degli amici che non hanno esperienze di vita quali la vostra e non sono in grado di darvi gli spunti giusti (regola numero otto: mai chiedere consigli!).

Cercate piuttosto quelle persone che possono darvi un’opportunità e, se non le trovate nella vostra città, spostatevi, inseguite la pista giusta, quella che vi permetterà di trovare il lavoro che fa per voi, tra colleghi dediti all’innovazione e maestri pronti ad insegnarvi i trucchi del mestiere.

L’incontro finisce e mentre Luca Panzarella mostra i frutti del suo lavoro e dei tour e invita gli astanti a dare un’occhiata ai suoi libri, gli stessi spettatori, seguendo le regole appena impartite alla lettera, fanno conversazione, si scambiano i bigliettini da visita e si confrontano.

Giovani disoccupati fanno un piccolo primo passo verso la ricerca di un futuro datore di lavoro.

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (377 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

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