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Spike Lee e un brutto caso di “malagrafica”!

Spesso parlando di creatività, grafica, lavori, clienti ecc. ci troviamo sempre a fare gli stessi discorsi molto italiani sulla qualità, sul rispetto del lavoro altrui, sulla professionalità e via discorrendo. Sono i soliti discorsi, quelli che ti fanno pensare, adesso prendo tutto e meno vado, non si può lavorare in Italia, troppi cialtroni! Poi ci troviamo di fronte ad un caso emblematico di scarsa, scarsissima professionalità internazionale e un po’ ci riuncuoriamo. Tutto il mondo è paese!

Il caso coinvolge Spike Lee, una misteriosa Agenzia americana e Juan Luis Garcia, grafico e creativo a cui è accaduto un triste caso di poca professionalità (a quanto sembra). Caso che Juan Luis Garcia ha deciso di esternanre a tutto il mondo pubblicando sul suo sito una lettera aperta allo stesso Spike Lee e mettendo di fatto in piazza il caso.

É con tristezza e speranza che le scrivo questa lettera aperta. So che capirete la mia storia di artista che cerca di fare una vita dignitosa. É difficile e a volte sembra impossibile, perché tutti vogliono di lavorare gratuitamente o per “l’esposizione”.

A gennaio sono stato contattato da una agenzia pubblicitaria e sono stato ingaggiato per disegnare i manifesti per il vostro nuovo film, Oldboy. L’idea era quella di farmi presentare qualche bozzetto che avrebbero poi presentato a voi, mi hanno detto che avevo un piccolo budget e che non potevano pagarmi molto le composizioni, ma che se poi la produzione avesse accettato il mio lavoro sarei stato ben ricompensato con le royalties e le licenze.

Lo so, ho visto tutti i segnali di allarme di questo lavoro, ma l’idea di lavorare per voi e avere il mio lavoro accettato era troppo forte. Così sono andato avanti. Trattare e lavorare con l’agenzia è stata una delle peggiori esperienze della mia vita. Ha colpito tutti gli aspetti della mia vita, rimettendoci anche la salute. Sono stato preso letteralmente in giro, mi hanno mentito, manipolato e molestato per oltre due mesi, mentre io mettevo tutto quello che avevo nella progettazione delle composizioni. Volevo impressionarvi e credo che l’ho fatto.

L’agenzia mi ha detto: ” Complimenti, Spike gli sono piaciuti un paio dei tuoi lavori”, E sono rimasto basito, non ci potevo credere. Ma quando poi è arrivato il momento di negoziare il canone di concessione buyout, l’agenzia mi ha fatto un’offerta stranamente bassa. Ma hanno detto che la cosa importante non era il denaro era l’esposizione e la possibilità di lavorare di più. Dopo averci pensato a lungo e duramente ho dovuto declinare. Ho provato a negoziare, ma si sono rifiutati. Faccio la stessa quantità di denaro in un solo giorno come assistente fotografico rispetto a quello che mi hanno offerto e avevo lavorato esclusivamente su quei manifesti per due mesi. Inoltre, c’era ancora molto lavoro da fare prima dei definitivi e così ho dovuto rifiutare.

L’agenzia era furiosa. Mi hanno detto che non avevo voglia di lavorare con Spike Lee, che non avrei mai lavorare di nuovo, che ero un essere umano più spregevole che avevano mai incontrato  e che stavano andando a citarmi in giudizio. Mai noi non abbiamo mai firmato alcun contratto o di lavoro o preso accordi e di certo non ho mai accettato di donare o vendere alcun copyright del mio lavoro senza una tassa di licenza.

La parte peggiore di tutto questo è che non sono mai nemmeno stato pagato quel poco che mi dovevano. Ma ero talmente disgustato che mi andava bene anche così purché fossero fuori della mia vita. Ho avuto molte notti insonni nel cercare di capire come fosse successo tutto questo e cercare di andare avanti con la mia vita.

Passano i mesi e capisco che avevo fatto tutto quel lavoro per niente . All’inizio del colloquio l’agenzia mi aveva detto che avrei potuto pubblicare il lavoro come “mio” e così da quando ho capito che non avevano intenzione di pagarmi ho messo i manifesti nel mio portfolio. Non potevo immaginare certo che sarebbe scoppiamo un vero e proprio caso e che durante la notte quei manifesti sarebbero finiti online nei blog di tutto il mondo. Ho subito contattato l’agenzia per avvisarli dell’accaduto, dicendo loro che i manifesti erano stati presi dal mio portfolio e pubblicati senza il mio permesso. L’agenzia ha risposto minacciando azioni legali o peggio. Ovviamente li ho subito tolti da mio portfolio, ma l’agenzia ha continuato a chiamarmi e mi ha molestato per diversi giorni con le stesse minacce. Mi hanno trasmesso un e-mail invitandomi a dar loro una spiegazione, ovviamente avranno mentito anche a te (Spike Lee n.d.r) e ti avranno detto che non sapevano chi poteva essere il responsabile. Non avevo fatto nulla di male ma avevo paura. Alla fine le minacce si sono fermate e ho pensato di poter mettere questo inferno dietro di me.

Ieri sera stavo navigando in internet e sono rimasto a bocca aperta quando mi sono imbattuto sulle pagine social dell’agenzia di produzione del film. Non riuscivo a credere che proprio tu avessi utilizzato senza diritto d’autore tre dei manifesti che avevo progettato. Non riuscivo proprio a crederci. Vi credevo un sostenitore delle arti e degli artisti ma vedo e credo che siete più vittima in questo come lo sono io . 

Ho raggiunto il mio avvocato e diversi colleghi, ma dopo aver dormito su di esso ho deciso di provare a contattare l’agenzia. Questo è stato un incubo ed è l’ultima cosa che volevo fare. Mia moglie ed io stiamo aspettando il nostro primo figlio all’inizio del prossimo anno e il solo pensiero di questo lavoro mi fa piangere.

Ho bisogno di conoscere la verità. Alcuni dei manifesti che stai utilizzando mi sono stati rubati. Ho cercato di risolvere tutto questo amichevolmente ma l’agenzia si è sempre rifiutata palesemente. Io sono un fan dei tuoi film e rispetto il tuo successo come regista, artista e persona. Condivido con te la passione per i Knicks, basta chiedere a mia moglie e la famiglia. Ti auguro il meglio, il successo con Oldboy e tutti i tuoi progetti futuri. Spero che tutto questo si possa risolvere tra di noi perché l’agenzia si rifiuta di lavorare con me. Sentiti libero di contattarmi a vostro piacimento.

Peace and Love,
Juan Luis Garcia

Ovviamente ancora nessuna risposta dall’interessato Spike Lee (né tantomeno dall’Agenzia), ma sanno tutti come vanno a finire queste cose, no? Nel mondo delle favole Spike un giorno vedrà questa lettera chiamerà il nostro grafico e gli renderà onore (forse).
Nel mondo reale, invece, attenderemo mesi prima di avere qualche notizia, il film uscirà nelle sale con il manifesto realizzato da Juan Luis Garcia a cui nel frattempo nascerà un figlio senza che lui abbia visto un solo dollaro.

Restiamo in attesa.

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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