Breaking News

Wood Design: l’arte del legno in mostra al Politecnico

Wood Design @ polimi 2013, è il titolo della mostra allestita dai giovani studenti della Scuola di Design del Politecnico di Milano al Campus Bovisa ed interamente dedicata all’utilizzo del legno come materia prima di oggetti di design. Siamo andati a curiosare e a scoprire quanto di interessante e innovativo i futuri designer italiani hanno da offrire.

Ad accoglierci c’era Matteo Bergo, uno degli allievi coinvolti nell’esposizione, Matteo ci spiega prima di tutto, gli oggetti in mostra (ben 115) sono il frutto del percorso didattico del corso Wood Design (docente Chernicoff e cultore Riceputi) che ha preparato i ragazzi fornendo loro le adeguate conoscenze relative gli strumenti del mestiere (seghe a nastro, levigatrici, squadratrici circolari e così via) e che ha permesso per la prima volta di trasformare i progetti dei singoli gruppi in prototipi raffinati e di pregevole fattura.

L’esposizione è divisa in primo semi-ambiente suddiviso in quattro settori che mostra i primi approcci e le esercitazioni a cui gli studenti si sono sottoposti grazie alla disponibilità di aziende, associazioni e progettisti del settore a all’esistenza di luoghi fisici come i Laboratori strumentali Modelli e Allestimenti del Dipartimento di Design. Da principio le prove sono confluite nell’ideazione e nella produzione di prototipi del gioco da tavolo Jenga, costituito da 54 pezzi di legno di identiche dimensioni, adibiti alla costruzione della torre durante la fase di preparazione del gioco. L’attenzione si è poi focalizzata sulle tipologie di legno da trattare, sulle caratteristiche principali di ciascuno e sulla selezione della materia prima per i singoli progetti. I lavori successivi sono stati quelli di concepire e costruire in primo luogo taglieri da tavola (e raffinare così il processo di levigatura) e in secondo luogo di riadattare una serie di sedute sul modello Le Carbusier  (in modo da approcciarsi anche a strumenti e procedimenti di lavorazione più complessi).

Ma è forse la seconda parte della mostra a suscitare il maggiore interesse, qui infatti sono situati i progetti finali degli studenti, ci troviamo infatti di fronte a veri e propri articoli di design completi ed originali, dalle lampade da tavolo ai giradischi, dalle casette per uccelli a sgabelli, sedute o prodotti per bambini. Lo stile e la consapevolezza delle qualità di ciascun oggetto sono davvero elevati e a volte si fa fatica a ricordare che sono solo studenti, oggetti di arredo o di uso esclusivamente ornamentale (come gli anelli e gli occhiali, questi ultimi davvero fashion) sono il fulcro di una esposizione davvero notevole, si percepisce chiaramente il lavoro e lo studio che c’è dietro a prodotti di non facile fabbricazione.

La poliedricità della mostra e degli elementi che la compongono si vede si dall’appendiabito che richiama la configurazione dei tasti del pianoforte alla lampada Dodici, dalla scacchiera le cui pedine richiamano i movimenti del gioco, alla Painfull Chair, ispirata all’oriente e dal concept davvero molto raffinato. Quest’ultima è stata pensata dai giovani alunni cinesi come creazione in grado di unire innovazione (con un design ispirato all’agopuntura) e tradizione (la seduta altro non è che la riproduzione di una sedia Ming). Ai bassi ricreati nella sua superficie si contrappone la struttura piramidale degli “aghi di legno”, posti nella parte inferiore dell’oggetto e volti a sfruttare in maniera unica la sua tridimensionalità.

C’è anche una sezione dedicata legata al mondo dell’infanzia con veri e propri pezzi di bravura come la Sedia Ghostly, semplice e versatile, che diventa un dondolo in base al verso in cui l’oggetto stesso viene posto o la casetta da esterni Via Lattea Playhuose che usando, cuscini, trapanature e istallazioni ricrea l’intero sistema solare all’interno dell’ambiente.

Non poteva certo mancare la zona food, ormai vero must del designer moderno, qui ovviamente attrezzi e utensili da cucina la fanno da padrone. A primeggiare su tutti vi sono una serie di alzate denominate Bricole in cucina progettate appunto su bricole, materia prima insolita e particolare. Si tratta infatti di legno proveniente direttamente dalle fondamenta di edifici della laguna veneziana, pezzi longitudinali di tronchi caratterizzati nella parte esterna da irregolarità, arricciature naturali e fessure prodotte dall’erosione dell’acqua marina. Tali materiali sono stati lavorati all’interno per ricreare la struttura della tavola e accostati a tubi di rame, per rievocare la finalità iniziale degli stessi.

Una mostra ricca e completa che non ha nulla da invidiare alle esposizione Pro di noti designer, un appuntamento temporaneo questo che speriamo diventerà presto annuale (o semestrale) per dare così modo e possibilità ai giovani studenti di design di mostare e mostrarsi, mettendo ancora una volta l’accento su una delle eccellenze italiane: il design.

 

 

 

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (402 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Scrivi un commento