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Foscarini: creatività e originalità

Si è svolto il 24 ottobre a Milano presso lo showroom Foscarini in via Fiori Chiari un convegno con i co-fondatori dell’azienda Carlo Urbinati e Alessandro Vecchiato a cui ha partecipato anche il brillante designer Marc Sadler, ideatore per Foscarini della famosa e pluripremiata lampada Twiggy.

L’incontro è stato organizzato da Elle Decor per il progetto BE ORIGINAL allo scopo di tutelare il diritto d’autore nel design e di valorizzare noti prodotti di pregio per sensibilizzare il pubblico contro la contraffazione. Ed è partendo dal proposito di far scoprire il lavoro di preparazione e di semplificazione che si nasconde dietro un oggetto di design che vengono per l’appunto programmati una serie di eventi con le aziende più innovative del momento.

Mi ritrovo quindi alle 18,30 in uno splendido salone raffinato e confortevole illuminato dalle tonalità calde e mai invasive di questa “bizzarra” lampada, la famigerata Twiggy, così semplice e al contempo bella e colorata. Ce n’è davvero una per ogni tinta e mi stupisco ad osservare come un’accozzaglia di colori così brillanti e intensi non renda l’ambiente in cui mi trovo troppo eccentrico o volgare. Al contrario non posso fare a meno di notare i particolari che fanno la differenza e che le rendono piuttosto chic ed eleganti, primi fra tutti la curva armoniosa dell’asta sottile e l’altrettanto sottile disco piatto che ne funge da base.

Rimango piacevolmente sorpresa quando scopro, mediante la lettura del piccolo depliant vermiglio appoggiato sulla sedia, il modello di riferimento di tale gioiellino: una comune canna da pesca. Non mi resta che prendere posto ed ascoltare rapita ciò che hanno da insegnarmi questi signori che da una canna da pesca, previo lungo periodo di ideazione del concept, hanno creato un prodotto di forte fascino.

Il discorso verte irrimediabilmente sin da subito sul concetto di originalità , inteso come punto focale e obiettivo principale che si pone Foscarini. Carlo Urbinati sottolinea l’estrema fortuna di poter scegliere i portatori di originalità (il segno, la modalità di usare la luce, l’effetto che si è in grado di creare, il materiale necessario), correlata però alla difficoltà di dover sin da subito trovare il modo giusto per pubblicizzare oggetti di design slegati l’uno dall’altro se non per il comune principio innovativo.

Parlare di originalità non è facile, anche perché il termine stesso può essere soggetto a fraintendimento e inteso nel suo significato più sbagliato, cioè come strano, eccentrico e pacchiano. L’originalità nel design richiede invece una certa dose di autocontrollo per poter curare anche gli aspetti più pratici ed un certa accuratezza nel creare opere che durino e siano riconoscibili nel tempo. Da qui la necessità di esprimere nelle proprie linee non solo innovazione ed estrema pulizia, ma soprattutto grande personalità e forza emotiva.

Alessandro Vecchiato focalizza il suo intervento sul metodo creativo e progettuale di Foscarini spiegando come in alcuni casi da poche semplici intuizioni possano nascere le prime idee e un prototipo per un progetto vincente. Approccio questo che ha abbracciato anche lo stesso Sadler presentatosi un giorno in azienda con un semplice pezzo di canna da pesca e avviando così il lungo percorso creativo che ha dato vita a Twiggy. Una volta dato l’ok all’idea concepita in maniera più o meno dettagliata dal designer, per ottenere i risultati sperati è necessario dare ad essa una forma mediante un estremo lavoro di semplificazione e pulizia che permette di ottenere una struttura lineare e innovativa in modo tale da rendere il prodotto funzionale.

Un’altra necessaria evoluzione dell’azienda è stata quella di avvicinarsi in maniera graduale a materie prime diverse dal vetro, unico materiale d’interesse agli inizi. L’impiego di nuovi materiali di partenza, in primo luogo mantiene alto il grado di sperimentazione e in secondo luogo distanzia l’equipe dal mercato in cui sta iniziando a venir meno il concetto di unicità.

Mark Sandler prende la parola spiegando le difficoltà di concepimento di Twiggy, dovute in primo luogo alla scelta di materie prime poco adatte che conferivano alla lampada un aspetto troppo appariscente ed eccessivo. La mitigazione avvenuta per mezzo della cooperazione con Foscarini ha dato luogo invece all’articolo per come lo conosciamo, un articolo nuovo per lo stesso progettista con un segno davvero minimale.

“Un minimalismo raggiunto con difficoltà invisibile”

L’Italia può millantare grande competenza nel trattare con intelligenza i materiali di partenza poiché il design del bel paese è ideato da aziende in cerca di una missione che si appoggiano a conoscenze esterne in un secondo momento durante la fase di produzione. Tanto basta per rendere vincenti realtà come Foscarini che non segue il mercato e sperimenta senza crogiolarsi sui suoi successi. Come con Twiggy, progetto che è tuttora in continuo divenire mediante studi sulla luce a led e sull’asta con lo scopo di risolvere alcune problematiche legate ai piccoli spazi e alle dimensioni dell’oggetto.

Rischiare per creare qualcosa di originale comporta sempre qualche rischio e i signori qui presenti sanno benissimo che è sottile la linea tra il flop e il successo. Ma non se ne curano e continuano per la loro strada consci che i loro limiti sono anche la loro forza maggiore.

A me, d’altro canto, non resta che rimirare le restanti lampade elegantemente collocate nello showroom e rimanere a bocca aperta ad ogni spiegazione riguardante genesi, sviluppo e tipo di materie prime scelte. Fibre in carbonio, banale plastica, vetro soffiato con soda, tessuti particolari come quello della vela di una barca. Scelte che ai miei occhi spiazzano, incantano e mitizzano un oggetto divenuto unico con la scoperta della sua gestazione.

Ilaria Mencarelli
Informazioni su Ilaria Mencarelli (402 Articoli)
Classe 1988, marchigiana d’origine e milanese d'adozione, insegue da qualche anno la laurea specialistica in Scienze della Terra a Milano, che la porterà ad essere geologa a tutti gli effetti. Dal 2013 decide che vuole di più e incomincia a scrivere: prima raccontini liberi sul suo blog, poi articoli e recensioni. Ama tutto ciò che è arte e ha un debole per i fumetti.