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Jacopo Rosati illustratore

Continuiamo l’esplorazione dei talenti italiani. Oggi parliamo di Illustrazione, quella che si può ormai fare utilizando le tecniche più disparate, ma che solamente in pochi riescono a portare avanti con successo e riescono ad imporsi nel mercato globale del linguaggio visivo come Illustratori con la I maiuscola.

Jacopo Rosati è uno di questi, illustratore polimaterico, ha fatto del collage di feltro la sua ragione di vita. Con il feltro Jacopo riesce ad illustrare praticamente tutto, da copertine di prestigiosi magazine internazionali fino a tshirt, loghi o semplici pagine di giornale.

La sua tecnica va molto aldilà delle normali tecniche illustrative e (che io ricordi) nessuno in Italia è mai riuscito ad imporre sul mercato una simile idea. Probabilmente i tempi stanno davvero cambiando e oggi la nostra amata nazione è forse pronta a trovare (e capire) in edicola una copertina di un magazine fatta con il feltro illustrato.

Abbiamo sentito Jacopo e gli abbiamo rivolto al volo qualche domanda estiva giusto per capire come è nata la sua passione per il feltro e per questa particolare tecnica:

Come nasce l’idea di utilizzare questa particolare tecnica e il feltro come strumento?

Cercavo un materiale insolito che però mi permettesse di avere un’ampia scelta di colori. Il feltro mi sembrava uno dei pochi materiali a non essere già stato utilizzato in modo massiccio quanto la carta o la plastilina.

E ti ci sei subito trovato a tuo agio? Oppure hai avuto qualche problema all’inizio?

Per prima cosa mi sono dovuto procurare delle forbici inquietanti per riuscire a tagliare il feltro con una certa facilità. Ma la parte più problematica per me è stata quella fotografica perchè ho dovuto imparare ad allestire il set e le luci, però adesso mi sento abbastanza sicuro.

Che tipo di studi hai fatto come illustratore?

Ho un diploma di maturità d’arte applicata e qualche mese di università. Dopo il diploma sono andato a lavorare in uno studio grafico dove ho imparato moltissimo.

Hai provato altre tecniche?

Moltissime: dal disegno realistico a matita al vettoriale passando per le assonometrie tipo pixel art. Parallelamente a questo ho cominciato a disegnare chiavette USB, ma è iniziato tutto quasi per caso. Diciamo che mi è sempre piaciuto sperimentare varie tecniche, però ora credo di aver trovato uno stile che sento veramente mio.

Chi sono i tuoi maestri? gli esempi da seguire…

Ci sono tantissimi giovani illustratori italiani che fanno lavori davvero incredibili e sono felice che l’Italia comunque sappia esprimere delle individualità di primissimo livello. Diciamo che in generale cerco di trarre ispirazione dagli artisti più “grafici” e da quelli che cercano di proporre il loro stile non solo tramite le immagini ma anche attraverso il design, la motion graphic o altre discipline simili. Gli esempi da seguire per me sono soprattutto gli artisti poliedrici che apprezzo veramente tantissimo, come il mio amico e compaesano Lucio Schiavon, oltre al suo stile adoro il suo uso delle trasparenze nel disegno vettoriale.

Ultimissima domanda, il classico sogno nel cassetto? Qualcosa che vorreti illustrare o su cui vorresti lavorare ma non hai ancora avuto modo di metterci mano?

Direi la copertina di un libro o di un disco…

La chiacchierata finisce qui, lasciamo Jacopo ai suoi lavori…

Qui di seguito, trovate un video di Jacopo al lavoro e una galleria di alcune sue opere. Le altre le trovate nel suo sito. Buona visione.

 

 

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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