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Intervista ai curatori di X – Una variabile in cerca d’identità

Ultimi giorni disponibili per iscriversi a X – Una variabile in cerca d’identità, il laboratorio di ricerca e co-progettazione per il design della comunicazione che si terrà dal 18 Agosto al 2 Settembre a Castrignano de’ Greci, in Puglia.
Per incentivare, promuovere e sostenere l’iniziativa ecco l’intervista fresca fresca, appena realizzata, ai due organizzatori e curatori: lo studio FF3300 e lo studio Pazlab. Buona lettura!

Locandina di X una variabile in cerca d'identità

È risaputo che quando il capo non c’è i collaboratori ballano e accusando molto il fascino di tutto ciò che è tipografico, grafico, comunicativo, visuale non potevo non approfittarne e contattare chi di dovere per metter su una piccola intervista circa uno degli eventi estivi che reputo imprescindibile, appassionato e unico nel suo genere: il laboratorio X – Una variabile in cerca d’identità.
Ecco quindi di seguito le domande e le relative risposte di Alessandro e Matteo, rispettivamente del team di FF3300 e di Pazlab.

Come è nata l’idea di questo laboratorio? E come nasce la collaborazione tra le diverse parti?
Alessandro: L’idea viene da lontano, ho sempre guardato con interesse la possibilità di creare una scuola, ma non ho mai avuto tempo e modo di studiare davvero un metodo per arrivare a questo, fino a quando un giorno, per caso, ci siamo imbattuti in questo dispositivo di finanziamento Laboratori dal Basso, e dopo aver approfondito, abbiamo intuito che poteva essere lo strumento adatto per “costruire” un’offerta didattica alternativa a quella “istituzionale”, un po’ obsoleta in certi casi, soprattutto se guardiamo al politecnico di Bari. In altri contesti, italiani e non, esistono offerte didattiche di altissimo profilo, ma qui abbiamo un grave handicap, soprattutto per quanto riguarda il design e la comunicazione visiva, proprio per questo abbiamo deciso di provarci, cercando di seminare laddove altri non avrebbero scommesso 1 €. Quando abbiamo contattato il comune di Castrignano per chiedere il castello, ci hanno detto immediatamente di si, così come anche hanno fatto tutti i docenti e i tutor coinvolti. C’è grande entusiasmo attorno a questa iniziativa. Sentiamo nell’aria che stiamo facendo qualcosa di inedito e assolutamente non convenzionale.
Matteo: L’idea nasce da quel provocatore seriale di Alessandro Tartaglia di ff3300. Abbiamo da tempo avviato una bellissima collaborazione tra i due studio, pazlab ed ff, e ci ritroviamo spesso, soprattutto via skype, a parlare delle nostre passioni e del nostro modo di vedere le cose e di lavorare, spesso per cambiarle. I temi di queste discussioni per nostra fortuna coincidono con il nostro lavoro. Alla misura Laboratori dal basso poi un po’ eravamo legati visto che abbiamo partecipato insieme come raggruppamento temporaneo alla gara per la progettazione della comunicazione, perdendola. Ma da ogni esperienza nasce qualcosa e infatti partecipare alla gara insieme ci ha permesso di conoscere perfettamente l’azione che la Regione stava per promuovere.
Quindi, discutendo con Alessandro e gli altri di ff3300 è venuta fuori l’idea.

Perché questo nome? Cosa racchiude e quale è il messaggio condensato al suo interno?
Alessandro: Perché sulle mappe dei pirati, la X indica il luogo dove si trova un tesoro; perché ciò che è incognito è ciò che vogliamo scoprire; perché X è un crocevia, un nodo. Perché dire x è abbattere una croce.
Matteo: Perché ci permette di non definirci, è il modo più veloce per non darci una etichetta e badare al sodo, ai contenuti. Quello che cerchiamo di fare sempre.

Sensazioni e speranze risposte in questo laboratorio? Quale è lo spirito che vi muove?
Alessandro: La sensazione che stiamo ri-configurando un pezzo importante della professione, la sensazione che qui, oggi, in un posto dove nessuno avrebbe mai scommesso che succedesse qualcosa, stiamo facendo qualcosa di importante, che avrà una ricaduta in termini professionali e culturali nel lungo periodo.
Matteo: Siamo convinti che si cresce insieme. L’esperienza di collaborazione tra i nostri due studi, anche se concorrenti, significa qualcosa. Per noi che pure un po’ di progetti li abbiamo realizzati, è sempre importante crescere e per farlo sappiamo di dover studiare tanto. Questo laboratorio ci permetterà di studiare, di insegnare, di imparare, di condividere, di mescolarci insieme ai ragazzi che parteciperanno al laboratorio che a dirla tutta, scorrendo i curricula di chi ha inviato l’iscrizione, sono molto molto in gamba.

Cosa vedi nel futuro della comunicazione visiva?
Alessandro: La contaminazione con gli altri saperi, lo sviluppo di una consapevolezza e di un’etica più radicate, l’emersione di un nuovo ruolo per il designer della comunicazione, più vicino a ciò che Anceschi definisce “regista dei processi” e più lontano da quello che solitamente viene definito “il grafico”. Ai designer è richiesto uno sforzo, in termini di competenze, dobbiamo arricchire il nostro bagaglio, il nostro vocabolario, dobbiamo costruire connessioni con altri saperi, sinergie con professioni differenti dalla nostra, dobbiamo imparare a fare rete.
Matteo: Più che una visione è una speranza: che si possa riuscire a far passare l’idea che progettare comunicazione significa riuscire a proporre nuove modalità di risoluzione di problemi anche complessi. E soprattutto maggiore dignità per chi ha deciso di farne un lavoro.

Quindi in conclusione?
Alessandro e Matteo: Avete ancora 3 giorni per iscrivervi ad X – Una variabile in cerca d’identità – Laboratorio di ricerca e co-progettazione.

Locandina di X una variabile in cerca d'identità

Stefania Nebularina
Informazioni su Stefania Nebularina (84 Articoli)
Vicedirettore, webmaster e blogger di Bloggokin.it - Ufficio stampa e comunicazione per il Coffee Tree Studio. Appassionata di fumetti, grafica e arte, cerca la libera espressione in ogni sua forma e manifestazione. Il messaggio nel cubo dice: "don’t take all this too seriously" - MOTTO: PIMPI!!!

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