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La guerra delle webfont di Adobe e Hoefler

Font. Per molti una passione, un modo di comunicare, un differente approccio al proprio lavoro grafico, che sia esso legato al mondo cartaceo o a quello online. Font. Una volta, quando ancora i caratteri erano “mobili” quello che bisognava sapere erano le diverse tipologie di famiglie, lapidario, veneziano, barocco, moderno, gotico ecc. Poi con il tempo abbiamo imparato a conoscere le varie “fonderie” più famose e successivamente, quando siamo passati dal reale al digitale abbiamo conosciuto i vari formati, dai Postscript agli Opentype, passando per i Truetype. Una selva di formati che per anni ha incasinato non poco il mondo tipografico, creando veri e propri mostri in fase di stampa. Formati diversi, device diversi, stampanti diverse. Ad esempio, per chi non lo sapesse, va ricordato che i font OpenType sono gli unici che usano un unico file di font sia per i computer Win che per i computer Mac, cosicché i file possono essere trasferiti da una piattaforma all’altra senza problemi di sostituzione e impaginazione del testo.

Oggi siamo alle webfont. Chiunque lavori quotidianamente nel webmondo sa perfettamente che le font ( e gli stili CSS) lavorano a pachetti (Helvetica, Arial, ecc.), questo per fare in modo che ovunque ci si colleghi, si possa leggere il proprio sito in maniera chiara e semplice. Era impossibile quindi fino a poco fa utilizzare font strane o alternative per il proprio sito/blog. Ma oggi che siamo in piena rivoluzione social, dove si ha sempre più il bisogno (o la percezione di esso) di avere ed utilizzare la stessa font o lo stesso carattere per tutti le nostre varie incarnazioni e sopratutto sia ha l’esigenza di distinguersi dagli altri e dal sovraffolamente web. Venendo incontro a questa pressante richiesta globale, Adobe ha lanciato per prima il suo Typekit, ma è di queste ore la notizia che la Hoefler e Frere Jones ha deciso di non stare con le mani in mano, lanciando il suo Cloud.typography e offrendo per la prima volta un servizio molto similea quello di Adobe. In sostanza parliamo di una specie di iTunes della tipografia, con l’idea portante che con un abbonamento si possano avere un numero (quasi) illimitato di font da gestire in modo autonomo per il proprio web lavoro.

Entrambi i servizi offrono un discreto pacchetto di font su cui lavorare per personalizzare in lungo e largo il proprio stile, ovviamente sfruttano entrambi gli stili CSS (con cui dovrete sempre fare i conti) e si presentano come il nuovo modo di fare tipografia oggi. Ma vediamo prevemente il dettaglio:

Adobe Typekit

Sicuramente, data la potenza di fuoco e gli accordi presi in tempi non sospetti con le migliore typefoundry mondiali, la Adobe ha lanciato (già da qualche tempo) un servizio a pagamento davvero notevole. Il suo Typekit prevede una libreria di caratteri davvero enorme (la trovate tutta qui), con prezzi tutto sommato contenuti (anche se un po’ restrittivi) che vanno dai 29$ all’anno per un servizio che prevede 50,000 pageviews al mese per 2 soli siti (5 font per sito) fino ad un abbonamento “big” di 99$ annui per avere di tutto in cambio (un milione di pageview per siti e fonti infiniti). La potenza di Adobe è sempre più impressionante

 

Hoefler e Frere Jones  Cloud.typography

Il portale, lanciato nei giorni scorsi parte dalla stessa idea di Adobe, fornire un servizio in abbonamento capace di dare una serie di font diverse per il proprio sito. Purtroppo però il tutto è legato ovviamente alle font prodotte e realizzate della stessa fonderia Hoefler e Frere Jones e quindi arriviamo ad una quarantina in totale (che non troverete da Adobe). I costi sono oltretutto molto più alti anche se con maggiore potenzialità, si passa dai 99$ annui per 250.000 pageviews mensili fino al costosissimo 299$ annui per chi viaggia intorno ai 2.000.000 di pageviews al mese.

E’ ovvio che questo non è che l’inizio di una guerra tra fonderie di font che non conoscerà rivali nel prossimi anni, siamo solo all’inizio (anche se cominciano anche a comparire altri servizi), una guerra che probabilmente darà finalmente al web un’impronta molto più tipografica e creativa, non limitando il lavoro del webdesigner a poche semplici font.

Buon lavoro.

 

 

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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