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Arduino e la luce

Fare. Una parola che negli ultimi tempi sta diventando molto di moda, usata e abusata nel vocabolario politichese per far sembrare più autorevoli le proprie iniziative.
Quindi il Fare per la politica quindi, ma non la politica del Fare, quella vera, fatta di oggetti e di capacità nel mettersi intorno ad un tavolo a costruire. Un vocabolo quello del Fare che per molti nell’ultimo anno è stato (finalmente) legato anche in Italia al mondo dei makers, un mondo che si sta rapidamente facendo spazio e che in attesa dell’evento Maker Faire di ottobre a Roma (la fiera dei Makers) si fa conoscere attraverso iniziative, idee, progetti e sopratutto, cose realizzate. Fare. Appunto.

Uno di questi esempi si è svolto lo scorso 15 e 16 giugno sorso a Milano, tra la Fondazione Achille Castiglioni e Massimo Banzi che ha tenuto un workshop intitolato “Arduino e la luce”, portando i partecipanti alla realizzazione di una lampada interattiva fabbricata digitalmente a partire da un progetto dello studio Habits.

Anche senza alcuna conoscenza di elettronica, i partecipanti hanno imparato e messo in pratica come aggiungere interazione alla lampada usando il Tinkerkit! una raccolta di sensori e attuatori concepita per rendere la prototipazione molto immediata.

Il dialogo tra materia, forma, processi ha condotto lo studio Habits a progettare una lampada pensata per essere realizzata facilmente senza la necessità di particolari nozioni tecniche: un unico foglio di legno include tutti i pezzi da montare a incastro, senza bisogno di colle.

Dalla forma evoluta e geometrica, TinkerLamp è una lampada la cui struttura è costruibile a incastro. È stata disegnata da Habits Studio (Innocenzo Rifino, Diego Rossi con progetto di Mauro Piatti) per essere condivisa online. Nasce come involucro minimo per i componenti del TinkerKit! che ne permettono il funzionamento illuminotecnico e l’interattività. Rispetto all’archetipo della lampada da tavolo, TinkerLamp ha un paralume piccolo, adatto alle dimensioni limitate dei componenti.

La materia prima della lampada è una semplice tavola in legno ritagliata in forme contenuta in un un formato rettangolare (60×40), facile da trovare in commercio. Tagliata al laser, la lampada è resa raffinata dal taglio a fisarmonica utilizzato per la curvatura e per il raccordo dei differenti componenti in legno. Lo studio Habits – virtuoso delle lavorazioni digitali – ha sperimentato a lungo per giungere a capire le dinamiche ed esprimere al meglio le potenzialità dei differenti strumenti.

Ovviamente i disegni per il taglio della lampada sono open source: disponibili online a questo indirizzo e sono scaricabili, implementabili e migliorabili da ogni singolo utente.

Il workshop si è svolto nell’ambito della mostra dedicata alla lampada Gibigiana disegnata da Achille Castiglioni presentata con bozzetti e prototipi proposti in studio fino al 10 agosto 2013 attraverso una nuova chiave sperimentale, curata da Marco Marzini. La due giorni di giugno ha rappresentato il punto d’avvio di una nuova stagione per la Fondazione Achille Castiglioni di appuntamenti ed eventi basati sulla cultura del fare.

Le lampade utilizzate nel workshop sono state prodotte da Officine Arduino a Torino.

Il ricavato del workshop è stato devoluto totalmente alla Fondazione Achille Castiglioni.

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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