State of the Net 2013, evoluzioni e complessità

Il Web e il mondo del Digital, per essere compresi, devono essere necessariamente indagati nella complessità del sistema organico delle cose e degli attori che li caratterizzano. Rinunciare alla linearità di un approccio più semplificato è un atto dovuto che consente di guardare al presente di Internet rispetto a tutti i suoi cambiamenti, rispetto a come sta influenzando la condizione esistenziale di mercati, individui e linguaggi. Questa prospettiva è il tema che ha caratterizzato l’edizione 2013 State of the Net, la più importante conferenza italiana sullo stato della Rete. Trieste è lo scenario suggestivo che dal 31 maggio al 1 di giugno ha ospitato relatori e guest internazionali che hanno portato le loro esperienze e i loro punti di vista, le loro analisi multi-contesto affascinando il pubblico e aprendo a spunti di riflessione sul presente. Trieste è anche la città italiana più vicina al centro d’Europa, l’importante crocevia da cui si diramano gli stimoli mondiali e le rilevanti evoluzioni tecnologiche che influenzano i business di tutto il mondo negli ambienti Internet in cui sono rappresentati.

(foto di State of the Net)

Il senso di queste due giornate sono riassunte nelle parole di Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food – “La complessità di governare la Rete è data dalla diversità di culture, caratteristiche, territori: non serve governarla, basta viverla.” Dichiarazioni forti che arrivano in chiusura a dare la giusta risposta agli interrogativi nati durante gli interventi dei più importanti web guru nostrani tra cui quelli di Marco Zamperini, Chief Innovation Officer presso NTT DATA Italia, su internet meglio conosciuto come FunkySurfer . “Viene da chiederci se andiamo verso la semplicità o la complessità delle cose”. Da lui apprendiamo che sono 15 milioni gli apparati collegati alla Rete che parlano tra di loro e il mondo. Tutta questa tecnologia sarà migliore per la nostra vita?

(foto di State of the Net)

L’iper-connettività, da cui siamo pervasi,  ha mutato le diete mediatiche, i modelli di consumo e il modo di condividere le opinioni online. Il quadro numerico, i dati di questo scenario sono stati descritti da Vincenzo Cosenza, Social Media Strategist a Blogmeter – “sono 38 milioni gli italiani che dichiarano di accedere alla Rete, un valore peculiare che secondo le fonti Audiweb rappresenta una crescita del 12%”. 23 milioni sono, invece, gli iscritti a Facebook; quasi 15 milioni gli utenti attivi ogni giorno sul Re dei Social Network e il 43 % quelli che vi accedono attraverso dispositivi mobile. Interessante sapere che le donne che usano internet hanno segnato un incremento di quasi 5 punti percentuali, rispetto al 2012. Vincenzo Cosenza ha anche rivelato che nel 2013 si è verificato un utilizzo più consapevole di Twitter specialmente nei linguaggi; aspetto confermato dal fatto che l’utilizzo dei retweet è umentato del 25%. Gli utenti cinguettano di più dopo le 20, mentre lievitano in termini di audience Facebook, Google Plus e Linkedin. Nutella, Coca-Cola e Le Iene sono ciò che gli utenti dichiarano di amare sui canali social. Tristezza e Rabbia rappresentano, infine, le emozioni più rilevanti che sono state monitorate sulle community online. Non fatichiamo a capire che si tratta di due sentimenti che riflettono l’incertezza e l’instabilità che hanno caratterizzato le politiche sociali del nostro Paese.

Anche Daniele Bernardi, Partner Solutions Engineer per Facebook, ha dato i numeri ponendo l’accento sull’esigenza comportamentale degli utenti online di condividere qualsiasi cosa. L’aspetto più intrigante del suo speech è stato un altro e cioè quando ha svelato cosa c’è dietro la filosofia di Facebook. Su internet tutto cambia alla velocità della luce. Oggi, l’esigenza di andare oltre i propri obiettivi è una prerogativa su tutte. Per questo Bernardi spiega che “Done is better than Perfect” è alla base del concetto “Move Fast and Break things”. Nell’attuale momento storico il rilascio di una versione beta di un tool, di uno strumento qualsiasi, in grado di migliorare anche solo parzialmente la vita degli utenti viene prima di uno  sviluppo ricercato e dilatato delle cose. E poi, sul web arrivare prima degli altri è una promessa più che una strategia.

In contrasto a tutti questi discorsi James Kretchmar di Akamai ha spiegato – “abbiamo scoperto che sono ancora molte le persone che non hanno accesso alla Rete”.

Dato numerico estrapolato da un processo deduttivo poichè sono stati rilevati nuovi indirizzi IP. Sempre secondo lo studio di James Kretchmar, il 30% del traffico su Internet è rappresentato da oltre 2 Trilioni di interazioni in tutto il mondo.

Una scena impressionante rafforzata dal fatto che proporzionalmente a queste statistiche si accellera la velocità con cui si trasmettono le informazioni, specialmente nei paesi in rapido sviluppo come la Cina. In aumento l’utilizzo dei device mobile, infatti, nel marzo 2013, la crescita del traffico da questi dispositivi ha raggiunto il +16% è. Impennata anche per gli attacchi informatici.

Tante sono state le iniziative che hanno caratterizzato l’edizione 2013 di State of The Net tra cui il debutto di Feather un’app che sostituisce i bigliettini da visita. Tutti gli iscritti all’evento, scaricando l’app, hanno potuto connettersi ai principali account social dei altri partecipanti. La complessità con cui questa app. è stata sviluppata ha inversamente semplificato la gestione delle relazioni pubbliche tra persone interessate allo stesso argomento. Networking potenziato al 100%.

Come ogni anno non sono mancate le sorprese. Su tutte la performance di Gigi Tagliapietra – Mastro tecnologo e Presidente di Clusit che, con il suo keynote “Why Bach? Johann Sebastian e la complessità”, ha incantato la platea, ottenendo calorosi consensi. Lui la vera rock star dei due giorni.

(foto di State of the Net)

Tra killer application e gli insight familiare di Zamperini abbiamo assistito ad un’analisi degli scenari evoluti del Web: dall’e-democracy, alla conoscenza condivisa delle informazioni accademiche esemplificate nel tool di Mendeley.

Forse la tecnologia ci aiuterà a sapere in che misura mandare a quel paese le persone con uno strumento come questo.

 

Una cosa è certa: tra scenari e device siamo inondati da una pletora di proposte, ma finalmente anche negli oggetti si sublima il concetto di disintermediazione.

Internet e le sue evoluzioni sono articolate perché solo un sistema complesso di parti può garantire una semplificazione della vita umana. E’ essenziale, tuttavia, che la nostra esperienza sul web sia fortemente personalizzata e che sia orientata al 100% al soddisfacimento delle nostre esigenze.

 

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento