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Polemiche: un nuovo logo per la Roma

Quando una società viene acquisita da qualcuno, solitamente la prima cosa che si mette in atto è il cosidetto brand restyling, in pratica si cerca di dare nuovo lustro e nuova linfa attraverso alcune migliorie stilistiche a quello che era il logo aziendale precedente. E’ un discorso legato molto al marketing, si cerca contemporaneamente di dimostrare che all’interno della società qualcosa è cambiato e che con pochi semplici ritocchi si può vendere di più e meglio. Credo sia anche molo psicologica come operazione.
Negli ultimi anni non sono certo state poche le società (anche importanti) che hanno cambiato, rimodellato, ridisegnato o semplicemente modificato il proprio brand aziendale. In Italia, paese con scarsissima attenzione a questi eventi, si cambiano loghi e marchi come i calzini sporchi la mattina, nel nostro paese l’attenzione al brand istituzionale e parì all’interesse per il vorticoso mondo dei formicai. Tanto lavoro ma nessun vero interesse.
Ma allora perchè sta suscitando così tanto clamore il cambio di un logo come quello della A.S.Roma?
Forse perchè chi segue la Roma, sono in larga parte tifosi affezionati al loro logo?
Forse perchè il popolo della rete (dalla quale provengono molte delle critiche) ha scarso senso estetico ed è pronto a criticare qualsiasi novità?
Forse perchè semplicemente si riteneva il logo di una società di calcio immune da certe “pastette”?
Forse perchè dopo le polemiche del logo di Roma (Alemanno maledetto) come uno vede un logo fatto con il Trajan Pro come font (che per la cronaca viene dalle antiche incisioni del foro di Traiano) gli vengono i brividi lungo la schiena come quando vede Shining?
Insomma sta di fatto che l’A.S.Roma ha cambiato il proprio logo e gli sono piovute addosso miliardi di critiche. Nel sito ufficiale la società ha comunicato una serie di informazioni e spiegazioni un po’ fumose che tendono a far pensare più ad un esigenza di marketing e commercializzazione del brand che ad una reale esigenza estetica.
Nel nuovo logo salta subito all’occhio che pur mantendendo la forma dello scudo e aldilà di una (forse) eccessiva vettorializazione della lupa, colpisce molto la scomparsa dell’acronimo ASR in favore di un più semplice e campanilistico ROMA.
Nel comunicato si spiega ad esempio che è stato presentato un sistema aggiornato di brand identity che rende omaggio alla sua ricca storia e si articola su di essa, mettendo in risalto il legame della Società con la città di Roma, rendendo moderno uno dei marchi più amati nel panorama calcistico e ponendo le fondamenta dell’identità visiva che la Società intende seguire negli anni a venire.
Un alone di mistero ha poi circondato la frase: “Al fine di evolvere ed aggiornare i gloriosi marchi societari è stata condotta un’approfondita ricerca di mercato su base locale” dove tutti si sono chiesti quale fosse questa “base locale”.
Lo stesso Presidente Jim Pallotta infine, si è detto entusiasta dell’operazione che porterà la scritta Roma all’interno del nuovo brand: “La città di Roma rappresenta il cuore e l’origine del nostro Club. Avere ‘Roma’ nel nostro logo e sul petto dei nostri calciatori rende omaggio in maniera appropriata a questo concetto e dice al mondo chi siamo
Al momento rimane oscuro chi abbia realizzato il logotipo, quale studio abbia avuto l’onore di mettere le mani su un logo storico come quello della Roma. Sicuramente non è ne la prima ne l’ultima volta che una società di calcio cambia il proprio logo, la stessa Roma sul finire degli anni ’70 per dare maggior forza alla società creò uno dei loghi più moderni che la storia del calco italiano ricordi.
Parliamo del famoso lupetto (che ha addirittura una pagina di estimatori su Facebook) disegnato da Piero Gratton, uno che di grafica ne sapeva eccome e che per quel lavoro mise dentro al suo lavoro il genio, l’anima di romano e il carattere da romanista. Uno designer che quando fu chiamato quando l’allora Presidente Anzalone si inventò (parliamo del 1978/79) una vera e propria divisa societaria con tanto di merchandising, cosa allora praticamente sconosciuta e aprì dei Roma Store all’interno dello Stadio, anticipando di molto i tempi. Ancora oggi quel “lupetto” (forte anche di una prestigiosa scritta in Helvetica) rimane un logotipo d’avanguardia grafica, perfetto e inarrivabile per stile e design, un ottimo simbolo di modernità. Ma sappiamo molto bene che la storia si dimentica in fretta e che molto spesso critichiamo senza saperne. Oggi l’A.S.Roma ci riprova e si (ri)lancia sul mercato
Questa insomma per sommi capi l’ennesima polemica grafico romana che ha coinvolto ancora una volta la città di Roma, città che probabilmente fatica (e non poco) a far pace con la grafica e con le sue declinazioni contemporanee.
Qui di seguito trovate il nuovo logo e quelli precedenti compreso il famoso il “lupetto” di Gratton (alla quale sono molto affezionato). Per chi volesse invece saperne di più basta andare sul sito ufficiale.

 

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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