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Report: l’Assemblea Nazionale del PD

Sabato scorso, undici maggio, si e tenuta a Roma l’Assemblea Nazionale del Partito Democratico. Un assemblea che aveva come compito principale quello di cercare e trovare il sostituto traghettatore/reggente del segretario dimissionario Pierluigi Bersani. Per i pochi che non se ne siamo accorti, questo è un momento particolarmente difficile per tutto il PD ed è proprio in questo momento storico che per la prima volta si riuniva dopo il voto, dopo il caos dell’elezione del Presidente della Repubblica, erano in molti quindi ad aspettarsi una specie di resa dei conti, di duello all’ultimo sangue tra correnti, fazioni e nomenklatura (con la k). Invece niente.

Incuriositi da tanto clamore e dal momento difficile del Partito, siamo andati a sbirciare a quello che poteva essere un funerale di un Partito, siamo entrati, ci siamo accreditati regolarmente come “stampa” e abbiamo provato a capire (e a raccontare) l’Assemblea Nazionale del PD.

OccupyPD

Il primo contatto con i ragazzi di OccupyPD avviente dopo soli cinque minuti ed immediatamente capiamo che malgrado la qualunquistica definizione di ragazzi, dietro questa parte “sana” del PD ci sono amministratori comunali, sindaci, assessori, volontari e militanti tutti iscritti regolarmente al partito e ognuno di loro lo rappresenta nel proprio comune, città o regione e malgrado questo loro non sono invitati a parlare e nemmeno ad entrare (anche solo come ospiti). Non hanno pass, non sono ospiti, non conoscono nessuno che possa farli entrare anche solo come “imbucati” e allora non gli resta che distribuire per 2 euro la loro maglietta e sperare che qualche delegato porti là dentro la loro istanza.

Ma per cosa protestano se anche loro fanno parte del partito?
Protestano contro le decisioni prese dall’alto, protestano contro la scarsa trasparenza e democraticità del loro stesso partito. Protestano per le decisioni come quella del nuovo segretario, appresa da tutti quanti leggendo la mattina stessa i giornali. Il loro slogan SIAMO PIU’ DI 101 e’ spesso accompagnato da un laconico …E PURE MEGLIO (dei 101), ma su questo ci torneremo sù fra poco…

L’Assemblea

Una volta entrati, si intuisce subito come vanno le cose, tutta l’Assemblea è riunita in due grandi stanzoni addiacenti e collegati tra loro, la prima è quella dove si siedono i delegati nazionali, quelli che in pratica voteranno senza sorprese il nuovo segretario (Epifani), la seconda è dedicata agli ospiti ed invitati vari, che però in nessun caso possono recarsi nella prima stanza per non disturbare i delegati più o meno eccellenti (pena la morte :).

La terza stanza

C’è anche una terza stanza, più lontana e divisa dalle altre, è un altro stanzone gigante adibito a sala stampa. Per quanto vi potrà difficile crederlo, i giornalisti, i fotografi, i cameraman e chiunque sia stato accreditato come “stampa” NON PUO’ RECARSI NELLE ALTRE STANZE dell’assemblea, non importa che tu sia il direttore del Corriere della Sera o un semplice Blogger, la cronaca di questo evento te la fai dal tuo tavolino seguendo i monitor tv che sono dentro la sala. Magari puoi sempre attrezzarti e registrare l’audio direttamente dalla cassa audio, oppure scrivere velocemente appunti sul tuo tablet, ma ricordati sempre che tu i delegati da vicino non puoi vederli.Certo puoi sempre cercare di intervistare qualche delegato prima che entri in sala o quando esce per prendersi un caffè o andare al bagno. La situazione ha dato vita a siparietti ridicoli come la folla di giornalisti che insegue Bersani sul corridoio e poi in bagno. Anche Bersani fa pipì.

Z di Zoro

E’ stata la mia figura di riferimento per tutta la giornata, sono stato il suo uomo ombra, quando succedeva una cosa, arrivava qualcuno, si discuteva (in esterna) o accadeva qualche episodio curioso, io arrivavo e lui era già lì! Onnipresente e attivissimo. In un luogo dove i giornalisti non sapevano cosa fare e ogni occasione era buona per fare notizia, il suo lavoro è stato quanto mai apprezzato. Da settimane la sua trasmissione Gazebo è probabilmente l’unica vera novità che la Rai ha proposto cercando di fare cronaca politica 2.0. Vedere Marco Damilano che scriveva fitto fitto i vari discorsi sul blocchetto di appunti. Seguirlo mentre cercava di seguire i vari OccupyPD, dopo quanto era accaduto il giorno prima in una sezione del PD di Roma, inseguire Paolini mentre interagiva con Fassina o Sassoli (immagine esilarante di una classe politica allo sbando). E’ stato davvero divertente, forse la cosa migliore di tutta la giornata. Per chi fosse interessato, potete vedere la puntata di Gazebo direttamente da qui.

Ovviamente non potevo non finire dentro la trasmissione, nel momento in cui, dopo aver ascoltato i ragazzi di Occupy, rientravano dentro gli stanzoni, venivo inquadrato mentre fotografavo la scena di Paolini che chiedeva a Sassoli di salutare il padre generale al telefono. Qui sotto trovato lo screenshot della trasmissione e la mia foto 🙂

I lavori dell’Assemblea

L’Assemblea si è svolta quindi in un clima surreale, un posto “vuoto”, straniante, dove l’unico svago era il caffè del bar. Un luogo disarmante e quasi inutile, dove i delegati erano lì per votare un mono/candidato che la quasi totalità di loro aveva appreso da altri, senza discuterne. Fuori gli OccupyPD protestavano e urlavano il loro disagio per la situazione e solo Stefano Fassina ci ha messo la faccia ed è uscito fuori tentando di spiegare la difficile situazione, il momento complesso, il perchè il nome di Epifani serve in questo momento a calmare le acque e portare il PD verso il futuro congresso di ottobre dove ci sarà spazio per tutti (forse).

Grazie a questa mediazione, ben undici “ragazzi” vengono invitati dentro per portare la loro voce, gli danno i pass, registrano i nomi (nemmeno fossero criminali), li fanno seguire e scortare dentro dalla sicurezza e alla fine, dopo essere entrati, concedono ad una di loro di salire sul palco e di dire… nulla! Ha potuto solamente portare un documento e consegnare la maglietta. Fine della possibilità degli OccupyPD di parlare. Di nuovo tutti fuori.

I VIP la scorta e le entrate secondarie

Curiosamente a quanto si pensa, anche tra i parlamentari, senatori e dirigenza di partito ci sono differenze. Per tutta la mattina sono arrivati alla spicciolata i vari dirigenti di partito e se segui la stampa, le telecamere e i fotografi, capisci subito chi conta e chi no. SI vede subuto, non puoi sbagliare. Arriva Fassina, a piedi, tranquillo, si ferma, rilascia qualche dichiarazione ed entra.

Arriva Epifani, assaltato, telecamere ovunque, macchine fotografiche anche sotto la giacca, transenne divelte e raffica di domande, ma è giusto no? Sarà segretario entro poche ore.

Arriva Rosy Bindi, un paio di telecamere e due domande in croce.

Arriva Marini, il quasi presidente della Repubblica entra da solo e per poco non trova nemmeno un giornalista ad intervistarlo, per fortuna un volenteroso si è fatto avanti e gli ha chiesto un paio di cose.

Poi arrivano Renzi, Bersani, Finocchiaro, Zingaretti ecc. qualcuno di loro sale sul palco e prende la parola, ma dove sono entrati? da sopra? da sotto? dietro? non lo so, non l’ho capito, so’ che ad un tratto ce li siamo ritrovati li. Solo più tardi scopro che forse (e dico forse) solo Renzi tra quelli sopracitati è passato per l’ingresso principale, mentre gli altri (sopratutto la Finocchiaro) sono stati super scortati e sono passati da misteriose porte secondarie.

Ma che fine hanno fatto gli Occupy?

Gli OccupyPD dopo una semi rissa con la sicurezza per cercare di prendere letteralmente un posto all’ombra (erano sotto al sole da 4 ore), riescono a farsi asscoltare un minimo da David Sassoli e Anna Paola Concia, quest’ultima ne prende un paio e quasi li riporta dentro con forza, fino a farli arrivare sull’ambito palco e prendere la parola. Ovviamente parole che cadranno miseramente inascoltate dalla platea.

Ma allora a che serve l’Assemblea?

Noi eravamo andati li apposta, per capire questo, per capire se le campagne elettorali, i manifesti, le grafiche, le parole, i candidati, i presidenti della Repubblica, i 101 voti, Prodi, Marini e Napolitano, servissero davvero a qualcosa, volevamo capire cosa e come si forma un Partito nel suo interno, in quello che dovrebbe essere il punto massimo della democrazia, l’elezione condivisa di un segretario. Invece niente, ci siamo trovati davanti ad un Partito paludato, un po’ triste, che non ha saputo (o non ha voluto) discuterne, ha eletto Epifani e tanto basta. La resa dei conti è rinviata ad ottobre, quando, come dice Fassina, ci sarà un confronto aperto a tutti, al cambiamento, all’openPD di Renzi, ai giovani turchi e ai ragazzi non ragazzi di OccupyPD.

Come ha detto qualcuno più saggio di me in sala stampa: “nessuno si manda via da solo

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2098 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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