I 5Blogger e il radicchio rosso di Treviso

“Il Radicchio Rosso di Treviso IGP è una varietà di cicoria, è caratterizzato da un colore rosso scuro intenso, da striature bianche, da una consistenza croccante e da un inconfondibile gusto delicatamente amarognolo.”

Ecco. Quando Mauro Zardetto (nella foto qui sotto) ha invitato qualche settimana fa’  i #5Blogger ad un cooking show sul tema del radicchio rosso, sono andato su Wikipedia per saperne di più ed ho trovato proprio questa informazione. Informazione che oggi a distanza di una settimana da quell’evento so essere profondamente incompleta.

Ma che ci facevano #5Blogger alla scoperta del radicchio rosso di Treviso IGP? Come mai si trovavano li? Tutto nasce dalla conoscenza, dall’amicizia e dalle affinità elettive nate lo scorso settembre intorno ai fumetti e al tiramisù di Treviso (ricordate?), da quel momento è nato qualcosa che va aldilà della semplice collaborazione e visto che il Consorzio per la tutela del radicchio rosso di Treviso e il variegato di Castelfranco insieme al Gruppo ristoratori Marca Trevigiana erano a Roma per la promozione del loro (incredibile) prodotto, abbiamo unito ancora una volta le forze per raccontarvi qualcosa che va molto oltre la semplice cena o il cooking show.

Il CookingShow

Ok! lo ammetto non ero mai stato ad un cooking show vero e proprio, perlomeno non in un albergo come il St.Regis (5 Stelle lusso), dove in una elegante saletta con trompe oeil ai soffitti, Savina Confaloni, presentatrice nota per le sue trasmissioni sui canali satellitari come MarcoPolo o Nuvolari ci ha introdotto insieme agli chef e ai vari ospiti nel fantastico mondo del radicchio. Ecco da lì in poi non ho più memoria. Il cervello si è letteralmente sciolto insieme al palato, ai profumi, agli odori e ai sapori che dalle 18,00 circa (ora di inizio del cooking show) fino al termine della cena mi hanno teletrasportato in Veneto.

In mezzo ci sono miliardi di informazioni sul radicchio, come quella dello sbiancamento attraverso le acque sorgive del fiume Sile, di cui nemmeno lontanamente immaginavo, sono state apprese come un bimbo sui banchi di scuola. Le differenze, sia di sapore che di forma e contenuto, tra le varie tipologie di radicchio (ma come non era uno solo e mooooolto amaro?) mi sono arrivate tutte insieme.

Sapere che il radicchio tardivo non si trova prima del mese di novembre, che il rosso di Chioggia ha foglie grandi, rotonde e talmente sovrapposte da formare una specie di “palla” (è il più riconoscibile…diciamocelo), più complesso invece il radicchio variegato, invece ha foglie striate di diverse forme e colore, come il Variegato di Castelfranco (o fiore d’inverno), che nemmeno potete immaginare lontanamente quanto sia buono.

Tornando per un attimo al cooking show, mentre la brava presentatrice insieme ai vari ospiti giunti da Treviso, come ad esempio Paolo Manzan, Presidente del consorzio tutela del radicchio che ci raccontava delle peculiarità del radicchio, a turno gli chef in sala cucinavano per noi, davanti a noi. Tra tutti quanti non posso non citare per amicizia e perchè è davvero un genio tra i fornelli (e non), Pierchristian Zanotto, conosciuto proprio in TV tra i fornelli (e i tag) del ristorante Gambrinus e ritrovato a Roma con  estremo piacere. Ecco, se ne avessi la possibilità, mi trasferirei subito a Treviso per imparare da Pierchristian i segreti della cucina e come abbinare creatività, passione per la grafica e il lettering tra i fornelli.

La Cena (con la C maiuscola)

OK! Ma quanti piatti si potranno mai fare con sto’ cavolo di radicchio? Mica si può proprio fare tutto tutto? Queste due domande denotano assolutamente la nostra ignoranza culinaria e la scarsa conoscenza di questa cicoria (ebbene si il radicchio è una cicoria), adesso vi scrivo qui sotto il menù che ci è stato offerto appositamente per farci sentire ignoranti e per farci comprende al contempo che se apri il frigo e hai solo un po’ di radicchio, potenzialmente sei salvo e potresti inventarti di tutto (magari qualche altra cosa ti servirebbe eh…). Preciso che l’idea di base di questo concept meù era quella di piatti piccolo (quasi finger food) ma il più vari possibile.

Concept Menù (non ci odiate…)

Crudità di Rosso di Treviso e Cuori di Variegato, Verona e Chioggia con Olio E.V.O. Garda DOP

Tempura di “Spadone”, crudo di Ricciola, Casatella Treviigiana DOP, sale di capperi

Cicala di Mare, Radicchio Rosso e composta di datteri giordani in “cocendo” di pietra ollare

Il Riflesso: Baccalà mntecato su “Acqua di Radicchio” VS Radicchio mantecato alla Casatella su “Acqua di Baccalà”

Tortelli “Rosso di Treviso e pere” con scampi marinati e Aria di limone di Amalfi

Risotto Vialone Nano Veronese IGP con radicchio Rosso, burro al rafano e lingua affumicata al Faggio di Montello

Filettino di Roata con Vesuviano, Olive di Gaeta e pecorino romano DOP su petali di “Rosa di Castelfranco” ed il suo pesto

Guancetta di Vitello “alla moda berbera” in Glassa di Spadone e mandorle armelline su crema di di Finocchio agli agrumi

Creme Brulè con Spadone “essicato al sole” e Gelato al Prosecco

Terratrevigiana “Il rosso”: semifreddo alla casatella, tessuto “fiore d’Inverno” e salsa di Raboso passito

“Segno” Centrotavola con torta al radicchio delle Pasticcerie Ardizzoni, Cuzzuol e Trecento.

 

 

Ecco… questo è a grandi linee quello che ancora oggi a distanza di una settimana mi fa capire quale magnifica occasione abbiamo avuto in quella serata, non solo abbiamo scoperto le tante proprietà e varietà di radicchio, ma abbiamo avuto anche la fortuna di avere ben quattro chef che cucinavano per noi. A tutto questo dovete aggiungere che tra le varie cose, abbiamo avuto il piacere di conoscere Ivan Borsato e la sua Casa Veccia, un microbirrificio artigianale (con tanto di birra al radicchio) di cui però parleremo successivamente in un post tutto dedicato a lui.

Gli amici

Due parole infine per due amici, il primo, una vera scoperta di umorisimo e simpatia, Paolo Fantin, Presidente del Gruppo ristoratori Marca Trevigiana e personaggio vero, con cui abbiamo avuto il piacere di condivere il tavolo e le risate. Il secondo è qualcuno a cui devo senza ombra di dubbio molto più di un saluto, grazia alla gentilezza e l’affetto dimostrato nei nostri confronti da Alessandro Ardizzoni, pasticcere e amico vero che, dopo averlo conosciuto nel nostro viaggio al Tiramisù, per l’occasione ci ha fatto recapitare la Zonclada un dolce di sua invenzione (che vede in foto) e per la quale sono ormai ufficialmente “dolcedipendente”.

Qui di seguito infine trovate alcune foto (o quasi) dei piatti della serata. Salute!

Pierchristian Zanotto in cucina

La Zonclada

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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