I Type Objects di Alessandra Spigai

Ci sono mondi indefiniti, mondi che non hanno confini, ma che hanno lo stesso identico comun denominatore, l’Arte. L’Arte quella con la A maiuscola, quella che si muove tra Artigianato, Artista e che confina srettamente con il design.

Alessandra Spigai questi mondi li conosce bene e ci naviga con estrema facilità, le sue opere, i Type Objects, nascono dall’idea di (ri)utilizzare i caratteri tipografici, quelli belli, enormi, in legno, preziosi simboli di un tempo tipografico che (purtroppo) non tornerà più e realizzare opere d’arte. Alessandra li usa per comporre parole, citazioni, nuove funzioni concettuali che esprimono la sua libertà, ma sopratutto crea pezzi unici fuori dal comune, ma con un elevatissimo senso estetico.

Come spesso ci capita, siamo riusciti a cogliere Alessandra in un momenti di pausa lavorativa per fargli qualche domanda…

Si capisce a prima vista la tua passione per la tipografia e per i caratteri, dove nasce questa passione?

Si, dopo 20 anni di pubblicità/grafica/editoria a Milano e a Trieste, ho ricevuto in regalo un grande carattere di “A” di legno, segnato dall’uso e ormai poco utilizzabile per stampare. Non ne avevo mai toccato uno originale, ed è stato un colpo di fulmine . Ho cominciato a cercarne altri, solo r me, per avere di più, perchè mi sembravano oggetti magici, che si portavano dietro un secolo di storia, ed erano passati dalle mani di chissà quanti tipografi, inchiostrati, pressati e poi ripuliti con olio di lino e riposti con cura dopo il loro lavoro.
Avere nelle mani i caratteri mobili poi è davvero diverso che vederli in foto. Un senso tattile che riporta a sensazioni di gioco da bambini, ma allo stesso tempo di prezioso strumento necessario per una delle cose che maggiormente ha cambiato la storia dell’umanità, la stampa.

L’idea di utilizzare dei caratteri in legno trattati? come nasce?

Amo da sempre la scrittura e la poesia, la parola è per me di per sè una poesia, nasce dalla mente e fluisce per un’emozione. Mettici insieme l’attrazione per la forma grafica vera e propria, è venuta da sè la spinta di usare i singoli caratteri di legno, che ormai avevano abbandonato la loro funzione iniziale (non dimentichiamoci che la stampa a caratteri mobili è stata definitivamente abdicata con l’avvento del digitale ) per “scrivere” nuovamente. Un corto circuito che mi sembrava ovvio, e che ha dato il via alla mia ricerca artistica.

Dove trovi i materiali? non è ormai molto semplice trovare vecchie font come quelle…

E’ molto difficile ormai. Fino ad una decina di anni fa c’erano ancora magazzini di vecchie tipografie con qualche scaffale di caratteri, ma ormai, tra antiquari, mercatini e tarli, è rarissimo.
Bisogna tenere presente quindi, che ogni volta che realizzo un oggetto, i caratteri che lo compongono sono gli ultimi di una “stirpe”, finiti questi, non ce ne saranno mai più. Anche per questo mi affeziono ad ogni singolo lavoro, scelgo i caratteri con passione e li tratto con oli naturali o colori ad acqua il più possibile. Li rispetto insomma

Quanto ci tieni ad inviare un messaggio attraverso le scritte che componi?

I Type objects sono stati il mio primo “traghetto” verso il lavoro di artista. Non cerco esercizi grafici, o esperimenti di forma, ma credo nell’energia del significato delle parole. Mi crea non poche difficoltà, questo, in quanto rende la ricerca dei caratteri e la loro composizione più difficile. a su questo non concedo deroghe: addirittura se è accaduto che proprio mi mancasse una lettera di una misura particolare per terminare una frase, ne ho fatto uno stampo di gesso, modellandone una di argilla.

C’è da dire che dopo i Type Objects, che sono veri oggetti e hanno la loro funzione, ho proseguito per la mia strada e ho realizzato i Type Tarots ( di cui ti mando il link). Lo considero un passo avanti del mio rcorso artistico perchè non hanno una funzione, se non quella di rappresentare a modo mio i 22 arcani maggiori dei tarocchi. Nel numero 8, per la precisione “La Giustizia”, ho unito per la prima volta la scultura con i caratteri, fondendoli nell’espressione artistica che cercavo.
Da lì alla scultura il passo è stato breve, da un po’ infatti mi dedico principalmente alla scultura, in cui sperimento continuamente assemblaggi con i caratteri, e naturalmente con i messaggi di parole.

Fonti di ispirazione? altri artisti che ti piacciono?

A dire il vero le ispirazione principali sono le poesie e i vari sentimenti umani, ciò che mi colpisce e mi emoziona,una ricerca verso il mistero che da sempre mi affascina. Purtroppo non conosco altri artisti che utilizzano i caratteri di legno per raccontarsi. Tranne Giorgio Milani, classe’46, che strano a credersi, ho scoperto solo l’anno scorso.
Del resto i miei lavori sono molto diversi, nati proprio per infilarsi nelle case comuni e farsi conoscere e amare quotidianamente.

Ringraziando Alessandra per la disponibilità, dobbiamo dire che sarà per l’utilizzo dei caratteri tipografici, sarà per la passione che lei mette nel suo lavoro o perchè certe opere hanno un vita propria, fatta di creatività, fantasia e gusto, ma le opere di Alessandra Spigai sono tra le più emozionanti e graficamente accattivanti che abbiamo trovato negli ultimi tempi.

Per conoscerla meglio potete andare sul suo sito ad acquistare i sui lavori.

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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