SPECIALE: La grafica “quotidiana” (1) – Europa

Cominciamo oggi un breve ma intendo report sui nuovi cambiamenti grafici dei quotidiani italiani. Partiamo oggi dal più piccolo, Europa.Organo ufficiale di Partito Democratico che lo ha ereditato dalla (quasi) defunta Margherita, fondato nel 2003, è di fatto l’erede naturale del quotidiano Il Popolo, della quale conserva parte della redazione e molti collaboratori, oggi è diretto da Stefano Menichini.

Il giornale che si avvia a festeggiare il decennale, naviga davvero in brutte acque, quasi sepolto e condannato a chiudere per debiti, è stato coinvolto nello scandalo Lusi/Margherita che si appropriò tra le varie cose, di alcuni fondi sottratti proprio al quotidiano e che non arrivarono mai (si parla di quasi 800.000 euro), oggi la redazione lavora con i contratti di solidarietà e con orari part-time. Non sta a noi quindi giudicare un partito che pur presentandosi in pochissimi occasioni al voto ha ricevuto rimborsi pari a oltre duecento milioni di euro (200.000.000 di euro – lo scrivo per intero che si capisce meglio), ma siamo sicuri che quando si mete in piedi un esperienza come un quotidiano con redazione, grafici ecc. forse si dovrebbe stare un attimo attenti al futuro di quelle persone.

Passando ai giorni nostri, il quotidiano da oggi si rinnova, lo fa per due motivi, come dice il direttore: “sarà anche un giornale più leggero: la carta sarà di qualità migliore dell’attuale ma le pagine saranno di meno. Quattro, al massimo sei. Dense, ricche, con il meglio delle firme che ci hanno accompagnato nei quasi dieci anni della nostra vita. Ma di meno“, ma sopratutto… “Il fatto è che il momento preannunciato da molto tempo è arrivato, o meglio quasi arrivato. Mentre ci leggete, Europa s’è messa in marcia per la sua migrazione verso la rete”.

Menichini ci parla nel suo editoriale di crisi mondiale dei quotidiani cartacei, dal New York Times al Pais, dal Guardian a Newsweek, nessuno è risparmiato, con gradi diversi di emergenza. La rivoluzione digitale e le nuove pratiche di fruizione dell’informazione si affiancano alla crisi economica generale: l’effetto è decuplicato. Nessuna azienda regge difendendo i propri equilibri tradizionali.

E’ davvero molto difficile non pensare che dietro a questo restyling non ci sia altro che la profonda crisi dei fondi economici della Margherita/Partito Democratico e che la migrazione grafico stilistica verso il web sia la conseguenza e non una scelta. Parlando di grafica pura, il lavoro fatto sulle poche pagine del quotidiano è davvero buono, leggero, colorato, moderno pur mantenendo ci appare molto più leggero e leggibile e probabilmente avrebbe voluto maggior fortuna con una fogliazione migliore e più ampia. Il restyling è stato fatto tutto internamente dalla redazione che non potendosi certo permettere il costo di un prestigioso studio creativo (con relativa parcella) per rilanciare un giornale sull’orlo del precipizio. Un lavoro comunque davvero ben fatto, che avrà poi un ulteriore seguito nella futura emanazione web, nata in collaborazione con Banzai, una delle realtà italiane più forti per quello riguarda il web e la sua crescita, del nuovo Europa/web se ne parlerà fra circa un mese quando sarà effettivamente online. Per ora potete seguire le vicende grafiche e creative sul sito Europaquotidiano.it.

Quelle che vedete qui sopra nel post sono le pagine del nuovo Europa, mentre qui di seguito trovate alcune pagine del vecchio Europa, scopri le differenze.

Nel prossimo appuntamento: IL MESSAGGERO

 

La grafica del “vecchio” EUROPA

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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