Le foto senza tempo di Vivian Meier

Capita che la biografia di un’artista sia un compendio imprescindibile dalla sua arte, è il caso della fotografa Vivian Meier. Nata a New York da madre francese e padre austriaco, vive i suoi primi 25 anni di vita in Francia, per poi tornare negli Stati Uniti, prima a New York per poi trasferirsi quasi immediatamente a Chicago. Qui lavora per 40 come bambinaia e qui morirà ad 83 anni indigente.

Una vita strana, silenziosa, formalmente quasi malinconica, ma più se ne legge e più l’ago della bilancia si sposta dalla compassione alla consapevolezza che fosse una vita scelta; come dimostra il suo modo di vestire anticonformista con giacche scarpe e pantaloni maschili e un gran cappello a completare il quadro, forse una scelta di discrezione contrariamente alla logica, ma anche un segno di indipendenza mentale.

E poi le sue foto.

Belle, inusuali, evocative, istruttive, belle. Principalmente scattate con una medio formato che gli conferisce ulteriore eleganza, sono immagini molto significative, specchio del momento e dell’epoca in cui sono state “rubate”, a volte da protagonista a volte da spettatrice casuale. I suoi autoritratti solitari, rubati ma spesso divertiti, le sue ombre, i suoi riflessi.

La cosa che colpisce di più è il fatto che non le avesse mai mostrate a nessuno, e che sia stata scoperta da un collezionista di Chicago, John Maloof, poco prima della sua morte, senza che lui riuscisse a contattarla. Maloof comprò in più tappe all’asta il 90% del suo immenso archivio, composto di circa 150.000 scatti, più scatole della memoria fatte di giornali, oggetti e audiocassette per lo più contenenti le conversazioni avvenute con i soggetti che riprendeva. Chissà perché lo facesse, chissà se questa sua urgenza di ritrarre la considerasse anche bella qual è o solo una normale azione, una catalogazione, un modo di vivere e relazionarsi. Certo è che non si rimane indifferenti di fronte alle sue foto, da vedere anche per omaggiare una vita discreta

In mostra fino al 15 novembre alla Galleria dell’Incisione di Brescia, Via Bezzecca 4

 

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