Le avanguardie cinetiche di Olivetti di Venezia

È stata prorogata fino al 28 ottobre la mostra “Programmare l’arte. Olivetti e le neoavanguardie cinetiche” inaugurata il 30 agosto al negozio Olivetti di Venezia.

L’interessante operazione è quella di riproporre a cinquant’anni di distanza, la mostra curata da Bruno Munari nel 1962 che, accompagnata da un testo di Umberto Eco, si interrogava sulle connessioni tra arte e industria nella società dei consumi, tema focale della fine degli anni ’50 e affrontato all’epoca da un manipolo di giovani artisti quali Enzo Mari, Paul Bury, i due gruppi N e T e lo stesso Munari. Attingendo al Futurismo, al dadaismo e al Costruttivismo, crearono opere cinetiche all’avanguardia, con fondamenti estetici e scientifici che saranno poi alla base del design puro e di quello industriale. Per evidenziare questo concetto le 13 opere in mostra si alternano con le macchine prodotte dalla Olivetti in quel periodo.

Le opere sono state scelte dai curatori Marco Meneguzzo, critico d’arte, curatore e docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Brera, Enrico Morteo, architetto, storico e critico di design e architettura e Alberto Saibene, storico dell’industria, autore di documenti televisivi, organizzazione culturale di festival e incontri letterari, l’organizzazione è del FAI, al quale è affidata la gestione del negozio Olivetti.

Durante la mostra sono visibili anche il cortometraggio prodotto dalla Olivetti nel ’62 in occasione della mostra; il documentario su Elea 9000, primo computer main frame prodotto dall’azienda di Ivrea, per la regia di Nelo Risi con le splendide musiche di Luciano Berio.

Il corollario è perfetto: il negozio Olivetti, che venne progettato nel 1958 da Carlo Scarpa su incarico di Adriano Olivetti, che in quel periodo era un riferimento naturale in Italia come luogo dove si combinavano felicemente estetica, produzione e mercato secondo la lezione di Adriano Olivetti e infatti l’azienda fece girare la mostra in molte sue sedi italiane, europee e statunitensi.

Superando le dimensioni ridotte dell’ambiente, collocato nelle Procuratie Vecchie della piazza, Scarpa creò un’opera di grande respiro e trasparenza. Grazie al preciso controllo del disegno di Scarpa, modernità architettonica e tradizione veneziana convivono con grande armonia nel Negozio, creando un vero capolavoro dell’architettura moderna.

Negozio Olivetti

Piazza San Marco 101 – Procuratie Vecchie – Venezia
T. 041 5228387 – Fax 041 5220785
fainegoziolivetti@fondoambiente.it

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