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TCBF: un esempio di grafica e (ottima) comunicazione

Continua il nostro lungo report dal TCBF, questa volta di uno degli aspetti che più ci ha colpito di questo Festival: La grafica e la Comunicazione.

Troppo spesso le fiere, i festival, i raduni o le manifestazioni pubbliche in Italia, sono quanto di peggio si possa trovare nell’ambito della grafica e della comunicazione. L’immagine coordinata di molti di questi eventi è sciatta e in preda alla sindrome del “cugino grafico” di qualche amministratore delegato o dello scopino di passaggio (con tutto il rispetto per lo scopino). Sono davvero rari i casi in cui l’intera comunicazione di un importante festival si distingue per carattere (tipografico e non) e coerenza grafica.

Il TCBF (Treviso Comic Book Festival) è sicuramente uno dei migliori esempi tra quelli visti negli ultimi tempi. Realizzata dallo Studio Iknoki, uno studio di comunicazione aperto nel 2008 da Francesco D’Abbraccio, Francesco Greguol e Christian Jugovac con sede a Treviso e Trieste. Da sempre attenti ad investire parte del loro tempo nell’attività di ricerca, nella risoluzione delle problematiche legate alla progettazione della comunicazione nella società contemporanea, lo Studio Iknoki ha realizzato tutta quanta l’immagine del TCBF di cui ci parlano (ovviamente) con toni entusiasti:

Il Treviso comic book festival è un evento complesso e multisfaccettato, composto da mostre, collettive e personali, da eventi, da workshop, una mostra mercato a cui hanno partecipato quest’anno circa 60 artisti provenienti da diverse parti del mondo, alcuni che si occupano di fumetto, altri di illustrazione, con linguaggi e stili completamente diversi. Proprio per questo motivo, per questa sua struttura così articolata, abbiamo deciso di progettare un’identità visiva flessibile in grado di adattarsi a contenuti specifici, situazioni e contesti in continuo divenire. Un approccio che si sviluppa a partire dalle variazioni proposte. In questo caso, infatti la variazione prende vita a partire da una serie di declinazioni di diverse immagini. Il logo singolo si dissolve in un piccolo numero di simil – loghi che incorporano elementi distintivi e tratti comuni, e l’identità visiva consiste in una costellazione di segni, colori e forme. Con il modificarsi delle visualizzazioni, inevitabilmente anche l’idea astratta di riferimento, e quindi il modo in cui essa emerge, sono in continuo cambiamento…“.

A nostro modo di vedere bisogna però fare attenzione e non confondere la volontà di dare un identità ad un Festival con la voglia di stupire, in questo caso siamo rimasti davvero affascinati dalla modernità e dall’internazionalità data a tutto il coordnato. Retini tipografici, illustrazioni, grandi lettere e colori vivaci hanno reso molto di più di quanto ci si poteva aspettare, hanno saputo dare un ulteriore impulso creativo ad un Festival che già di base si pone tra i migliori Festival (e non mostra mercato) d’Italia. L’impressione che abbiamo avuto, girando per Treviso è che tutto quanto era completo, nulla sembrava lasciato al caso, la segnaletica, le mostre, le varie iniziative, la promozione, i banner, i libretto con il programma, la grafica delle singole esposizioni ecc. Tutto è stato curato nel dettaglio. Davvero un ottimo esempio di comunicazione, un stile a cui molti, sopratutto nel ristretto campo del mondofumetto, dovrebbero utilizzare come ispirazione. Complimenti.

 

Paolo
Informazioni su Paolo "Ottokin" Campana (2099 Articoli)
Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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