Alle Scuderie del Quirinale l’Olanda di Vermeer

È stata inaugurata ieri la mostra “Vermeer, il secolo d’oro dell’arte olandese”, alle Scuderie del Quirinale fino al 20 gennaio 2013.

La mostra offre al pubblico la prima grande esposizione mai realizzata in Italia dedicata al massimo esponente della pittura olandese del XVII secolo, uno degli autori più amati in assoluto dal grande pubblico.

Organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo e coprodotta con MondoMostre, la mostra è a cura di  Arthur K. Wheelock, Curator of Northern Baroque Paintings, National Gallery of Art di Washington, Walter Liedtke, Curator of European Paintings, Metropolitan Museum of Art di New York e Sandrina Bandera, Soprintendente per il Patrimonio Artistico Storico, Artistico ed Etnoantopologico di Milano.

Incentrata su Johannes Vermeer vissuto a Delft tra il 1632 e il 1675, ci racconta gli artisti olandesi del ‘600, attraverso le bellissime opere in esposizione, e attraverso loro l’Olanda del periodo.

Vermeer è giustamente considerato un creatore di capolavori, perché i suoi quadri sono l’espressione di una capacità superiore, istintiva, di tradurre in immagine non solo i soggetti e gli spazi, ma la luce, gli oggetti e l’emotività dei personaggi; o quantomeno ti porta a chiederti categoricamente chi fossero, cosa stessero pensando in quel momento e che carattere avessero, che impeto li spingesse a vivere quella quotidianità espressa con tanta maestria da Vermeer. Sono delle esperienze emotive, perché quella luce che induce molti a pensare che utilizzasse una camera ottica, è viva.

Johannes Vermeer Girl with a Red Hat, 1665/1667 ca. Olio su tela, 23.2 x 18.1 cm National Gallery of Art, Washington

Johannes Vermeer Woman with a Lute, 1662/1663 ca. Olio su tela, 51.4 x 45.7 cm The Metropolitan Museum of Art, New York

Johannes Vermeer The Allegory of Faith, 1670/1674 ca. Olio su tela, 114.3 x 88.9 cm The Metropolitan Museum of Art, New York

Johannes Vermeer  A Lady Standing at a Virginal, 1670/1673 ca. Olio su tela, 51.7 x 45.2 cm The National Gallery, Londra

È particolarmente interessante il fatto che non fosse avulso alla concretezza, dipinse non più di 50 quadri, tutti su commissione e pare esclusivamente per mantenere la sua numerosissima famiglia, e che fosse particolarmente partecipe alla scena artistica del periodo, a tratti anche influenzato da artisti suoi contemporanei. Sembra un sacrilegio pensare che un artista di tale spessore abbia attinto da altri, ma la grandezza di un artista si vede anche in questo, non ci sono modalità discutibili se il risultato si staglia sul panorama esistente, non solo contemporaneo e locale ma universale e senza tempo.

La sua pragmaticità era comunque specchio del periodo, i commercianti diventavamo la classe più influente, il cattolicesimo veniva sempre più sostituito dall’austero protestantesimo, le bonifiche che avevano richiamato gente dai paesi vicini, soprattutto dal Belgio, avevano cambiato il paesaggio e il cielo che, privo dei riflessi delle paludi bonificate, cambia colore e viene immortalato da Vermeer . Un viaggio attraverso l’emozione, il tempo e lo spazio.

Gabriel Metsu  Man Writing a Letter, 1664/1666 ca. Olio su tavola, 52.5 x 40.2 cm National Gallery of Ireland, Dublino

Gabriel Metsu  A Woman Reading, 1664/1666 ca. Olio su tavola, 52.5 x 40.2 cm National Gallery of Ireland, Dublino

Pieter de Hooch Woman and Child in the Courtyard, 1658/1660 ca.  Olio su tela, 73.5 x 66 cm National Gallery of Art, Washington

Pieter de Hooch The Bedroom, 1658/1660 ca. Olio su tela, 51 x 60 cm National Gallery of Art, Washington

Pieter de Hooch The Visit, 1657 ca. Olio su tavola, 67.9 x 58.4 cm The Metropolitan Museum of Art, New York

Gerard ter Borch Curiosity, 1660/1662 ca. Olio su tela, 76.2 x 62.2 cm The Metropolitan Museum of Art, New York

Quirijn van Brekelenkam Sentimental Conversation, 1661/1662 ca. Olio su tavola, 41.3 x 35.2  The Metropolitan Museum, New York

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