…di arte, menhir e Port Aven

Il viaggio vede come ultima tappa la cittadina di Port Aven e un giro in battello lungo il fiume (Aven) alla ricerca delle ispirazioni che diedero vita ad un intera scuola di pittori e ad una vera e propria corrente artistica. I miei ricordi “accademici” riportano alla memoria un insieme di pittori che ispirati dal luogo, dalle suggestioni espressionistiche e da Paul Gauigin misero la basi per quella che sarà poi, la futura Art Nouveau, parlo di pittori come Sérusier, Sèguin e il gruppo dei Nabis e opere come il Talismano (che potete trovare però a Parigi al Museo D’Orsay) e di una cittadina (Aven) che aldilà di un eccessiva propensione verso il turismo e qualche galleria pittorica di troppo che espone opere/croste di barche, auto (???) e fiori di ogni genere.

Aven è un piccolo gioiello, all’interno della città scorre un ruscello con tanto di passerella, fiori, rocce e tutto quello che può (malgrado sorga il dubbio sia fatta per i turisti) far venire un’idea romantica dell’arte e dell’ispirazione. Il nostro giro in compagnia di Catìa (leggi qui se non ti ricordi chi è) passa anche per il battello lungo il fiume, dove scopriamo che qui (secondo loro) hanno inventato per primi la coltivazione dell cozze, ma noi sappiamo che l’invenzione si deve con molta probabilità a Sergio Orata e alla regione Campania in tempi davvero lontani. Aldilà di questo, la gita sul fiume è davvero un toccasana, rilassante, culturalmente appagante e sopratutto luminosa, avete letto bene. Luminosa. Bastano pochi sguardi intorno per comprendere cosa abbiamo trovato orde di pittori in questi posti, qui hanno la luce. Sarà il riflesso del vicino oceano, sarà il fascino del fiume e della fitta vegetazione, sarà un cielo speciale, ma se oggi nel 2012 noi siamo capaci di trovare colori e luminosità fuori dal comune, figuriamoci alla fine dell’800 cosa possono aver trovato loro.

Di fatto il viaggio in Bretagna finisce qui, ci aspetta l’Aereoporto di Nantes e un rientro (via Barcellona) con il nostro volo Vueling (tra i migliori mai fatti), ma lungo la strada ci permettiamo una sosta tra i menhir monolitici di Carnac (dal bretone Karnag) e come ci insegna Wikipedia (santo subito) il suo nome deriva da ‘cairn’ che è il rivestimento in pietrisco e ciottoli che riveste i dolmen. I 1.169 disposti su una decina di file in località Ménec (luogo del ricordo), a un chilometro dall’abitato, altri 1.029 a Kermario (luogo dei morti), sempre nelle immediate vicinanze di Carnac, e 555 a Kerlescan (luogo dell’incendio) che di dolmen (situati in massima parte a Kermario). È presente inoltre il Tumulo di Kercado, che risalente al 6.500 a.C., costituisce la più antica costruzione europea di pietra, ancor prima delle piramidi egizie.

Noi arriviamo a visita guidata chiusa e quindi ci facciamo una bella passeggiata lungo il percorso esterno recintato, anche se Rrobe tentado di farsi una foto decente ci è caduto dentro (come Obelix da piccolo), il luogo, malgrado non sia il massimo come visibilità, ha il suo fascino ed curioso vedere come centinaia e centinaia di menhir tutti rigorosamente in fila siano lì da millenni senza che nessuno ne sappia il motivo. Costruzioni decadute? Voti religiosi? Scherzi di qualche antico buontempone? Alieni? Piste di atletica preistoriche? Non ci è dato sapere per quale motivo quella antica gente ecise di mettere in file enorme pietre dal peso abnorme, ma cerccheremo di farcene una ragione.

Adesso possiamo prendere il nostro volo Vueling, non prima di aver scattato qualche foto in giro per l’aereoporto (sia Nantes che Barcellona) per scorprire che il design e le macchine che vi ruotano attorno sono esattamente quelle immaginate da Gerry e Sylvia Anderson per la serie tv Spazio 1999 nel lontano 1973. Spaziale.

Chiudo qui i miei post sui 5Blogger in Bretagna, non prima dei titoli di coda e dei ringraziamenti a chi con me a condiviso l’ennesima bella esperienza, a Daniele che ci ha regalato splendidi riassunti disegnati e che ha sempre mantenuto la calma perchè come dice Roberto è buono (non ha caso si chiama Gud). A Rrobe che malgrado avrebbe mille impegni lavorativi ha provato (non senza intrusioni esterne) a staccare la spina per qualche giorno e godersi la vita Bretone. Ad Andrea Longhi che sarà per sempre il nostro Jason Bourne, un uomo che conosce il modo per ucciderti in poche mosse ma che usale mani per acquarellare la vita e ciò che lo circonda. Infine un grazie di cuore a LRNZ che malgrado una fastidiosa tendinite alla mano (sempre meglio dell’herpes), ci ha regalato estro, fantasia, creatività e delle immagini fuori dal comune che rimarranno per sempre con noi. Un grazie anche e sopratutto all’Ente per il Turismo Francese e Bretone, a Francesca che ci ha supportato e sopportato e Maud che ha fatto un viaggio con 5 Italiani uscendone viva 🙂

Finito il capito “libro cuore” vi rimando tutti al prossimo viaggio:

5Blogger a Treviso al Comic Book Festival…

 

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento