Elsa Schiaparelli a NY (con Prada e Della Valle)

Per chi no ha dimestichezza con il mondo della moda, del design, dell’arte e della storia del costume, il nome di Elsa Schiaparelli significa poco, ma per chi invece ha una minima conoscenza di quella che è stata la storia del costume e della moda del secolo scorso, sa perfettamente che Elsa Schiaparelli è stata: “insieme a Coco Chanel, una delle più influenti figure della moda all’inizio del XX secolo“, ma sopratutto può fregiarsi del titolo di inventrice del rosa shocking! (wikipedia).

Nata a Roma nel 1890, la sua storia si interseca tra moda, nobiltà romana, piementose e napoletana, la sua vita e la sua famiglia sono un ricettacolo di aneddoti infiniti e curiosi, suo padre Celestino Schiaparelli, nominato direttore della biblioteca dell’Accademia dei Lincei da Re Vittorio Emanuele II, nel 1903 lasciò tale incarico per una cattedra di Lingua e Letteratura Araba all’Università di Roma. Elsa era anche nipote del famoso astronomo Giovanni Schiaparelli, diventato famoso prima come direttore dell’osservatorio di Brera, e successivamente per aver dato involontariamente vita alla leggenda dei marziani sul pianeta Marte. 

Elsa Schiapparelli, giovane attrice mancata ebbe però un discreto successo all’estero come poetessa, poesie avverse all’aristocratica famiglia che le costarono l’esilio in convento, da lì in poi una serie di traversie personali che la portarono prima a londra e poi (con il marito e la piccola figlia) a New York, fu proprio in questo periodo che conobbe e cominciò a frequentare gli artisti dell’avanguardia dadaista, stabilitisi anch’essi a New York: Man Ray, Baron de Meyer, Alfred Stieglitz e Marcel Duchamp, che coinvolgerà nella progettazione delle sue collezioni. Successivamente a causa delle condizioni di salute della figlia, si trasferì a Parigi nel 1922, ospite di Gaby Picabia, moglie dell’artista dadaista Francis Picabia.  Entrare in contatto con il mondo della moda dell’epoca fu un passo quasi obbligato, un vero e proprio colpo di fulmine avvenne dopo la visita all’atelier di Paul Poiret in Faubourg Saint-Honoré. Poiret, era grande sarto degli anni Dieci e aveva proposto una nuova immagine di donna libera dalle costrizioni del busto, le mostrò alcune delle sue creazioni, che lei all’epoca giudicò semplicemente come troppo care.

Disegni di Elsa Schiaparelli

Da quel momento la fantasia e l’immaginazione di Elsa Schiaparelli, volarono letteralmente, con un piccolo investimento creò e registrò la sua maison e in brevissimo tempo le sue collezioni fatte di abiti sportivi di ispirazione africana e cubista, oppure tessuti con ritagli di giornale, abiti con aragoste giganti di ispirazione surrealista, animali e soli giganteschi. Nel 1934 cin il lancio di tre suoi profumi fu considerata l’antagonista principale di Coco Chanel nel mondo della moda francese, anche se con stili diametralmente opposti, fu proprio insieme alla Chanel, che la Schiaparelli capì (e lanciò) che in futuro la formula vincente per la moda sarebbe stato l’abito pronto (prêt-à-porter), utilizzando taglie standard, da poter eseguire in serie. Ribaltando così le idee consolidate sul vestire, inventò impermeabili da sera, abiti in vetro, mantelle color rosa shocking con enormi soli ricamati in oro sulla schiena. Abiti con aforismi di Jean Cocteau. Salvador Dalì le ispirò un tailleur dove le tasche erano minuscole cassettine. A lei si deve il merito della divulgazione della cerniera lampo, assai più pratica delle sfilze di bottoncini che avevano chiuso gli abiti delle donne fino a quel momento.

Elsa Schiaparelli rivoluzionò la moda del secolo scorso, in quegli anni vestivano Schiaparelli le donne più eleganti del mondo: Greta Garco, Catherine Hepburne e la duchessa di Windsor, fu un esempio (il primo di una lunga serie) della creatività italiana in quel settore, forse il primo vero caso di Made in Italy.

Oggi il marchio della Maison è in mano a Della Valle e (curiosamente) proprio in questo periodo a New York è stata inaugurata la mostra Schiaparelli and Prada: Impossibile conversation al Metropolitan Museum di New York (potere del marketing), l’idea surreale (e surrealista) è quella di far conversare sul mondo della moda le due stiliste. L’allestimento della mostra, curato con un approccio ultra contemporaneo da Nathan Crowley, è una serie di ambienti che ritmano con diversi colori e materiali – lacca near, lacca bianca, lacca rossa fino al fantasmagorico gioco di specchi e di teche di plexiglass. I temi principali della rassegna: Waist Up/ Waist Down, Ugly Chic, Hard Chic, Naif Chic, The Classical Body, The Exotic Body e the Surreal Body.

Per la mostra sono stati girati anche dei video diretti da Baz Luhrmann dove le due protagoniste parlano sedute intorno ad un elegante tavolo (Judy Davis che impersona la “Schiapp”) e che potete vedere QUI per intero

 

(in alto Elsa Schiaparelli e Miuccia Prada)

Per la mostra sono state inoltre prodotte una serie di illustrazione e cartoline disegnate dallo stylist Guido Palau.

 

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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