Diario di Viaggio

Cinque blogger ad Angoulême, nella terra del Cognac

In occasione del Festival del fumetto di Angoulême, che si svolgerà dal 26 al 29 gennaio prossimi, l’Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese – Atout France – e la regione del Cognac hanno invitato alla manifestazione 5 blogger specializzati e appassionati di fumetti e racconti di viaggio. Oltre a noi di Bloggokin, parteciperanno al viaggio:

Roberto Recchioni
Daniele Gud Bonomo
Matteo Stefanelli
Andrea Longhi

Questo viaggio è per noi un occasione unica per scoprire le ultime tendenze del fumetto e visitare la “regione del cognac“. Sarà un vero e proprio tour che partirà dalla stessa cittadina di Cognac, dove visiteremo il Maco (Museo delle arti del cognac), la Maison Otard, un produttore del Pineau de Charentes (il tipico liquore-aperitivo) gustando la cucina tradizionale della zona in alcuni dei ristoranti noti della città.
Quindi Angoulême: una visita alla città e poi (finalmente) il Festival del fumetto a cui prenderemo parte per tutto il prossimo fine settimana, fino alla premiazione di domenica 29 gennaio. Come dicevamo è questa per noi, un occasione speciale, sia dal punto di vista del viaggio, sia dal punto di vista culturale, con occasione l’occasione di poter parlare di argomenti a noi cari (il fumetto nella sua massima espressione festivaliera), il cibo e il cognac (che non si disdegnano mai).
Questa pagina verrà costantemente aggiornata durante tutto il viaggio, una sorta di diretta che potrete seguire come sempre su tutti i nostri canali, da Facebook (non dimenticatevi il MI PIACE su questa pagina) a Twitter anche attraverso l’hashtag #fumettoAngouleme

QUI SOTTO GLI AGGIORNAMENTI GIORNALIERI!

Un viaggio, non è mai solo un semplice viaggio, prendi un aereo, un treno, un minivan, sei sommerso dalle chiacchiere, dal scendi qui e sali lì, a che ora c’è il treno, a che binario si sale, a che ora si scende. Domande e pensieri che ti affolano la testa, parli di tutto e di niente, scopri che il Kindle fa una cosa sola (giuro che è così), che la connessione wifi è molto più necessaria e fondamentale di quello che avresti mai pensato, scoprì che malgrado stai andando in Francia ad uno dei più esaltanti ed interessanti festival del fumetto di tutto il mondo, ti ritrovi a pensare che non sarebbe male visitare quello di Rio.

Alla fine arrivi e sei immerso nella terra del Cognac, quando invece pensavi di essere da tutt’altra parte (come sottolinea anche RRobe).

Ma un viaggio (e questo ne sarà il diario) è bello sopratutto per questo, perchè dormi in un albergo stupendo, lontano da tutto in un landa sconosciuta, che quando sei arrivato era talmente buio che lì fuori poteva esserci di tutto, che sei in un curioso ristorante (con il tetto coperto di stelle) in ottima compagnia, sorseggiando cocktail e mangiando ottime ostriche della zona (ma di cui non ricordo più il nome, vero Gud?). Scatti foto frenetiche, che ti guardi la sera semidistrutto sul letto, indeciso se buttarle perchè davvero inguardabili oppure tenere come monito per le foto future (alcune le vedi qui sotto, altre non le vedrai mai). Il domani/oggi è un altro giorno, il vero viaggio comincia ora, dala visite nelle vere terre del Cognac, girando per cantine e sorseggiando vuon vino. che faticosa avventura 🙂

in Gud disegna questo e Matteo sullo sfondo che scrive (ma cosa?)

Il tempo a Parigi (sotto la stazione di Montparnasse) non è sicuramente dei migliori, ma è pur sempre Parigi.

RRobe & Gud che si godono un lauto ma frugale pasto al Quick!

Per quanto possa sembrare incredibile o strano questo qui sotto è una parte del salone del ristorante dell’albergo

Ed eccoci al resoconto del secondo giorno di quello che, con moltissime probabilità, rimarrà un memorabile viaggio. Di fumetti per ora ne abbiamo sentito solo l’odore ma non il gusto, quelli arriveranno dopo con calma. Il secondo giorno ci porta nella cittadina di Cognac, patria dell’omonimo liquore e per quello che ne sapevo io (da ignorante vero) il Cognac era un liquore demodè, che si beve qualche volta in compagnia o dopo una cenone, oppure da qualche anziano nostalgico che si beve quello universalmente definito come “cognacchino” nei bar di mezza penisola. Tutta questa mia teoria sull’utilizzo del liquore è confutata da circa 121 milioni di bottiglie messe sul mercato e bevute ogni anno in tutto il mondo.


Otard
La giornata comincia con la visita da una delle più rinomate e antiche case produttrici di Cognac della città e forse del mondo, la Otard. Il tutto si deve al suo fondatore Jean-Baptiste Antoine Otard (un vero intenditore) nato e cresciuto nella zona ma discendente di una antica famiglia norvegese (gli Ottard) che impiantò proprio qui la produzione di questo distillato alcolico. E’ davvero difficile cercare di riassumere le sensazioni olfattive e visive che ti assalgono sin dai primi momenti della visita, da un lato come dice Rrobe sembra di essere in un set di qulche film di guerra o videogame, ricordando che la Otard si trova all’interno del castello dove è nato Francesco I quindi non proprio una fabbrica in senso stretto del termine. La gita scolastica si snoda quindi tra le stanze private e antichisime dove è cresciuto il piccolo Francesco I, alcuni cenn storici sul’importanza di una visita di Leonardo Da Vinci, che sembra abbia portato delle modifiche strutturali al palazzo e sopratutto il peso storico di un posto che affonda le sue radici nel Cognac.

In questa città, i muri, i cartelli, le strade sono scure, annerite, quasi sporche ovunque. Dall’inquinamento direte voi, NO, dai funghi che si creano nel’evaporazione del liquore e ricoprono con velocità mostruosa tutta la città donandogli un fascino alcolico (non provate a leccare le pareti per ubriacarvi non funziona). La gita dei cinque peones continua in uno dei posti più incredibili che si possa vedere, sto parlando del luogo dove, con maestria e sapienza il maître de chais (se non sapete chi è andatevelo a leggere qui) crea sommando parti di distilati diversi quello che voi trovate nella bottiglia all’enoteca sotto casa. La cantina della Otard è un posto mistico, dove si parla di paradiso (una grotta dove vengono conservate damigiane di acqua vite del 1820 (vedi foto allegata), di tarli mangiatori di legno dlce, di ragni che mangiano tarli mangiatori di legno dolce e alla fine di ragni che (ubriachi come pochi) non riescono più a fare ragnatele simmetriche.

C’è poco da dire ancora, solo che il barone Otard era un bungustaio, la sapeva davvero lunga e ha creato qualcosa di unico e speciale che qui si respira appieno, non si parla solo di alcool e gomiti alzati ma di una misto di emozioni sensoriali difficilmente riportabli per intero qui se non tramite fredde informazioni. Per dovere di cronaca e passione per il design, andrebbe aperto un intero capitolo sulla grafica, la pubblicità e Leonetto Cappiello, ma per motivi di spazio e tempo questo tema verrà affrontato cn magiore dovizia di particolari in seguito.

La natura BIO e i piccoli produttori di Cognac (e Pinneau)

Nel pomeriggio dello stesso giorno, dopo un lauto posto (qui la critica gastronomica), siamo andati a visitare un piccolo produttore di Cognac e Pinneau (un altro liquore tipico della zona), qui siamo in un mondo diverso rispetto all’Otard, parliamo la stessa lingua ma i modi, i luoghi, la passione e la capacità di trasmettere quelle stesse sensazioni sono profondamente diverse. Siamo nel campo della proprietà familiare dove il CC lo fa il capofamiglia, dove il tutto è gestito da una coppia di signori usciti dritti dritti da un film di Kaurismaki (sonoi due qui sotto) e dove, sopratutto pur mantendo gli stessi sistemi si offre un prodotto meno industrializzato e più contadino. Capire se questo è un bene o un male per il Cognac proprio non so dirvelo, a me dopo il terzo bicchiere cominciano a sembrare tutti uguali e la stanchezza di una giornata immersa occhi, naso e testa el bicchiere comincia a pesare. Unica sicurezza è che alla fine della giornata si è mangiato ancora una volta bene e malgrado alcune piccole polemiche di Rrobe sul giudizio tecnico del ristorante, la giornata è volta al termine.

Finalmente Angouléme

A quanto sembra stiamo dando la percezione che questo viaggio sia solo Cognac e ristoranti, il chè finora è stato parzialmente vero, ma dopo due giorni di viaggio siamo giunti nela rinomata cittadina francese. Dopo un primo giro per la città con Silvio, uno che di Angouléme conosce tutti i sassi e chiama le pietre per nome, siamo saliti su una delle torri (al momento chiuse al pubblico) e dopo aver visto un panorama mozzafiato a 360 gradi (davvero notevole la vista) abbiamo lasciato li su il prode Andrea Longhi a disegnare a mano libera tutta la città a sketch vista dall’alta, purtroppo il frutto del suo lavoro lo vedremo solamente dopo un attenta scansione degli originali.

Art Spiegelman e il Museo del Fumetto

Quest’anno il maître de chais del Festival (altrimenti detto il Presidente) è Art Spiegelman, uno che teoriacamente non avrebbe bisogno di presentazioni, uno che ha fatto il suo (anche se in tempi non recentissimi) e che adesso giustamente si gode fama e complimenti imperituri. Noi Blogger sappiamo che non sarà certo facile durante questi giorni incontrare o poter avere a che fare con Art, lui è il presidente e avrà mille impegni e mille iniziative alle quali presenziare, guardie del corpo che lo circondano e proteggono dalla folla, per questo e mille altri motivi ci dirigiamo come prima tappa alla bella esposizione a lui stesso dedicata dall’organizzazione di Angoulème, una mostra molto ben curata, ricca di originali e di opere di epoche diverse (Arty è sulla scena da un pezzo…), enormi sale tutte nere dove solo le tavole originali sono illumate insieme alla scenografia che ci ricorda.

Fra le varie cose, poter leggere e vedere le tavole originali di Maus nel gioro della memoria fa davvero tutto un altro effetto. Tutto sommato una gran bella mostra, molto curata, anche se con qualche ovvio picolo difetto, proprio mentre siamo li, chi incontriamo? Art Spiegelman che in compagnia di alcuni amici a noi sconosciuti narra ed illustra le sue stesss opere. E’ in assoluta tranquillità, nessuno che lo circonda, nessuno che gli chiede autografi, nesuno che gli rompe le scatole… si vede che siamo in Francia pensiamo, decidiamo di non dirgli nulla nemmeno io e andiamo oltre, finiamo la mostra e ci dirigiamo verso il Museo del Fumetto.

Il Museo del Fumetto, oltre a contenere opere stupende è uno dei musei più belli e ben curati che abbia mai visto, come al solito qui si fanno le cose in grande, un bell’edificio con un grande piazzale di fronte che ti accoglie e ti far venire voglia di avere un opera così anche da noi, magari in una città dove si parla spesso di fumetto, magari Lucca? Smettiamo subito di sognare ad ochi aperti e prima della rituale visita all’esposizione, ci fermiamo per un frugale pranzo al bar del Museo, niente di più che una tipica baguette (un po’ legnosa) con prosciutto e formaggio. Proprio mentre stiamo addentando quella baguette che vicino a noi si siede ordinando e mangiando la sorella gemella Art Spiegelman stesso! Forse ci ha seguito. Anche qui decidiamo di soprassedere, nessuno lo scoccia e quindi noi non vogliamo fare la solita figura dei fans accaniti, lo lasciamo mangiare con i suoi superamici in assoluta tranquillità.

Pranzo finito, è ora di visitare l’esposizioone, come sempre accade in queste occasioni la mostra è curata dal Presidente del Festival che, attraverso un percorso storiografico, ci mostra la sua personalissima idea di fumetto. Bello! davvero tutto molto bello, se escludiamo che si sono quasi dimenticati dell’estistenza del’Italia per il resto è davvero molto molto bello., sia la mostra che il museo per come è concepito, intero banchi/teche orizzontali che contengono splendide tavolte, sopra di essere campegia in quasi ogni tavolo un monitor con un video che ci illustra il pensiero di Arty sulla storia del fumetto. Ma ecco che ancora una volta fa il suo ingresso, sobrio e senza fanfare, lo stesso Art Spiegelman che (adesso cominciamo a scocciarci) insegue i blogger anche inquesta visita. La sua presenza è davvero ingombrante e dopo aver finito di vedere la mostra è aver capito dalla sua altisonante voce newyorchese alcuni perle di saggezza ce ne andiamo sdegnati alla conferenza stampa del Presidente del Festival che si terrà da li a poco in un altra sala (ancora lui) 🙂

La giornata prosegue poi tra pafiglioni, altre mostre e infrastrutture affascinati… ma questa è un altra storia!

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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