(Rece) L’Alba del Pianeta delle Scimmie

Potente. Basterebbe questo aggettivo per definire il film di Ruper Wyatt. Ma L’Alba del pianeta delle Scimmie è in realtà molto altro, è un film ben scritto e realizzato, con una sceneggiatura solida e ben costruita, un film che poco a che a vedere con i suoi predecessori (a cominciare dal triste episodio di Tim Burton)…

In quasi due ore di film sono rari i cali di attenzione e di tensione e la storia è un crescendo continuo di rapporti umani, profonda entropia tra l’uomo e la scimmia, di sentimenti e di affetti traditi, di ribellione e rivoluzione.

Spesso pubblicizzato troppo frettolosamente come sequel o come prequel della famosa saga, questo nuovo capitolo è in realtà un ottimo film di azione, ma soprattutto è un ottimo film di fantascienza (merce rara di questo periodo), anche grazie ad un buon finale (che non staremo qui a svelare) capace di lanciare quella che sarà una vera e propria nuova serie delle scimmie. Le scene di azione e di lotta arrivano al momento giusto della pellicola (si può ancora dire così?), quando lo spettatore si è ormai costruito un idea ben precisa e delineata su Cesare, sulla sua identità di scimmia e sulla sua cattività in crescente aumento. Nei panni (e nei peli) di Cesare troviamo Andy Serkis motion performer che ancora una volta insieme alla Weta dimostra (se mai ce ne fosse stato bisogno) che sono il vertice indiscusso di questa particolare tecnica, Serkis affianca e surclassa il pur bravo James Franco, soprattutto nei momenti privi di dialogo, quando si trova in una prigione di sole scimmie, Cesare è reale, la sua autodeterminazione è reale, la sua crescita come essere senziente e l’ideazione di un piano di fuga sono uno dei momenti più avvincenti del film, Serkis dimostra attraverso una mimica facciale e corporea un grandissimo impatto su tutto il film.

Non era certo un compito facile rilanciare un intera saga attraverso quello che non sembra essere un reboot ma che in realtà praticamente lo è. Wyatt è stato bravissimo, non si è lasciato andare ad un facile manierismo cinematografico, ma ci ha messo del suo, rischiado anche il flop,  forse è anche per questo che il film sta andando bene al botteghino USA e sembra essere lanciatissimo. In attesa di sapere come verrà recepito dal pubblico italiano, da sempre “severo” con la fantascienza (ricordiamo che l’Italia è il paese nel mondo dove la fantascienza incassa di meno in assoluto), restiamo convinti sia un ottimo film e che, anche se preceduto dal suo titolo ridondante, alla fine è uno dei film della nuova stagione che va assolutamente visto.

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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