Obey a Roma – anteprima esclusiva

Si inaugurerà domani alle 18,30 presso la Galleria Mondo Bizzarro di Roma, la prima mostra personale interamente dedicata a Shepard Fairey “Obey”, si tratta di un vero evento, perchè nessuno aveva finora esposto in Italia, le opere dell’acclamato artista statunitense, diventato famoso con il manifesto elettorale in favore di Obama, ma attivo da decenni come street artist (urban art). La mostra è composta da oltre sessanta opere tra serigrafie e pezzi unici, una mostra davvero molto bella, che abbiamo avuto modo di visitare in anteprima esclusiva e che ci ha lasciato particolarmente sorpresi sia per la bellezza di alcuni pezzi (una spendida Angela Davis) sia per l’accuratezza dell’esposizione. Va ricordato che le opere appartengono tutte quante ada una collezione romana privata e sono ovviamente in vendita con prezzi che partono intorno ai quattrocento euro fino alla trattativa privata per i pezzi più pregiati.
Una mostra che consigliamo a tutti di visitare per la completezza e la bellezza del percorso promosso, che va dalla metà degli anni novanta fino ad oggi, un percorso che ci mostra l’evoluzione tecnica dell’artista ma anche la ferma volontà di non cambiare stile e rimanere se stesso nel corso del tempo.

Qui sotto trovate la scheda di “Obey” e la galleria fotografica esclusiva (foto scattate da noi) in anteprima. L’inaugurazione della mostra si terrà domani e rimmarrà aperta fino al prossimo 24 Febbraio.

Shepard Fairey, artista quarantenne proveniente dalla scena dello skatebording, è stato spesso accostato alla figura storica di Andy Warhol, al quale lo accomuna non solo il lavoro con i multipli d’artista e in particolare con la serigrafia, ma anche la necessità quasi fisica di moltiplicare la propria presenza in vari settori economici e mediatici. Sono nate così negli anni le etichette di abbigliamento OBEY, la rivista «Swindle», la galleria Subliminal Projects e una miriade di altri progetti. Ma là dove Warhol ritraeva i suoi contemporanei baciati dal successo e dalla gloria Obey preferisce puntare i riflettori sull’America liberal e progressista. Il Subcomandante Marcos e Angela Davis sono stati tra i suoi soggetti, così come donne guerrigliere di ogni parte del mondo, ingentilite da fiori che spuntano immancabilmente dalle canne dei fucili.
La sua ormai ventennale carriera inizia nel 1989 quando, ancora studente di design, crea la sticker campaign “Andrè The Giant Has a Posse”, tuttora in corso con la sigla “Obey Giant”, e se il punto di partenza di Shepard Fairey è il fertile terreno delle subculture di strada, i suoi richiami più evidenti sono con l’artista americana Barbara Kruger e i movimenti radicali degli anni Settanta, assieme alle influenze (dichiarate) di Heidegger e Marshall McLuhan.
Assieme a Banksy Shepard Fairey è senz’altro la figura più conosciuta dell’Urban Art, e come l’artista britannico riesce ad attirare in egual misura tifosi e detrattori del suo lavoro. Ormai saldamente inserito nel circuito delle gallerie, oggetto di numerose e importanti acquisizioni pubbliche museali, Shepard Fairey continua a far parlare di sé, a investire i suoi proventi in nuove iniziative artistiche e benefiche e ad essere una figura di punta della controcultura americana, l’unica probabilmente a finire in carcere nello stesso anno in cui riceve un pubblico ringraziamento da parte del Presidente degli Stati Uniti. Senz’altro un uomo in grado di far emergere le contraddizioni più evidenti del “sistema”.
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Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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