Exclusive Femke Hiemstra Interview

Femke Hiemstra è una nota artista olandese ed è sicuramente uno dei migliori talenti europei in circolazione, la sua pittura è completa, piacevole, evocativa e ironica quel tanto che il mondo dell’arte istituzionale permette, o quel tanto che il suo tocco eccezionale fa digerire anche ai critici più integralisti. I suoi mondi trovano vita su qualsiasi supporto, copertine di libro, scatole commerciali di latta,  legno, carta o tela, ogni volta convincenti, privati e piacevoli. Personaggio eclettico e solare ha conquistato la sua fetta di riconoscimenti  internazionali, attualmente in mostra alla Roq la Rue Gallery di Seattle fino al prossimo 5 dicembre (qui trovate il suo blog). 
  
Che cosa ti attrae e ti ispira oggi nell’arte? 
Anche se la mia calligrafia è precisa e le storie che dipingo hanno un tono illustrativo, in arte mi trovo spesso più attratta da lavori più selvaggi e ruvidi. Un lavoro che è di carattere tale che è l’opposto del mio, con colori forti, personaggi più espressivi e composizioni più spigolose. Come il lavoro di Max Ernst, per esempio, o dei Clayton Brothers, i miei preferiti di tutti i tempi. Ma sono anche attratta dalle stampe (pubblicità) di epoca vittoriana, o di propaganda orientale d’altri tempi. Mi ispirano anche i racconti russi.
Il mondo che descrivi con la tua arte è fiabesco, ma anche stranamente quotidiano, come se i tuoi personaggi antropomorfi avessero un loro storico complesso, una loro vita, buona e cattiva, e tu ne colga un momento…
Mi piacerebbe miscelare mondi diversi o diverse tematiche insieme in una nuova situazione o scena. Questo crea una certa tensione che è quella che voglio ricreare dipingendo.

Il tuo stile e le tue opere sembrano ispirate dai fumetti e più in
genere dal cinema di animazione “classico”…
 

I fumetti possono essere una fonte di ispirazione. Io personalmente preferisco leggere fumetti più che romanzi. Quando ero bambina c’erano sempre riviste a fumetti o vecchi Lucky Luke in giro per casa e mi piaceva leggerli. Mi viene molto naturale usare l’estetica dei fumetti, come i balloon per i testi per esempio, in una delle mie opere.
 
Tu lavori molto con gli Stati Uniti, pensi che Europa ed America siano simili dal punto di vista dello sviluppo e della considerazione dell’arte
Credo che ci siano delle somiglianze. Alla fine tutto sta nel quanto professionalmente una galleria gestisce la tua attività e se ti ci trovi bene su scala personale. Ma non credo di essere la persona
giusta per rispondere sullo sviluppo e la considerazione di tutta la scena artistica neo surrealista. 
Ho una visione di dove voglio essere personalmente e scelgo la giusta galleria/persona per andare in quella direzione, che sia in Europa o negli Stati Uniti.

Quanta parte della tua giornata dedichi  alla produzione artistica? e dove? hai dei rituali?
La maggior parte della mia giornata è dedicata alla produzione artistica. E ‘quello che amo fare e che quasi mai sento come lavoro. Lavoro nel mio studio a casa. Nessun rituale vero e proprio, credo di
essere piuttosto semplice. Metto su un po’ musica o ascolto dei podcast, e dipingo o disegno fino a quando non ho voglia di fare qualcos’altro. 

La tua tavolozza cromatica è ben definita e precisa, come scegli i colori per le tue opere? hai un colore che ritieni dominante e fondamentale per la tua arte? 
Si potrebbe dire che sono attratta da una tavolozza di colore scuro con un pizzico di luminosità qua e là. Si adatta al carattere del mio lavoro al meglio.

Mentre il tuo modo di dipingere è personale e non identificabile per genere (maschile o femminile), i tuoi personaggi vivono spesso situazioni caratterizzate dalla “cura”, tipicamente femminile, di salvezza nella comunione, pensi che sia la salvezza anche nel “nostro mondo”?
Non c’è alcun messaggio che voglio trasmettere. Voglio solo mostrare una scena di una storia, uno scatto di un racconto. Non so se questo può sembrare un’ancora per lo spettatore, se è così, allora così sia, ma non nasce così di per sé

Nel progettare le tue opere, quanto utilizzi il computer?
Anche un programma di scrittura normale andrebbe benissimo per me.

 
Qual è il tuo rapporto con il denaro e la vendita delle tue opere?
Mi guadagno da vivere vendendo le mie opere quindi c’è un certo rapporto, direi. Un buon rapporto, quindi.
Qui sotto trovate una galleria con alcune opere di Femke e una curiosa foto tratta da serie di ritratti realizzati da Fotofloor
 


Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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