Exclusive Jim Houser Interview


Jim Houser uno dei più quotati e interessanti artisti del panorama internazionale, per i pochi che non lo conoscono Houser è stato uno dei fondatori dello Spazio 1026 a Philadelphia, una galleria/spazio collettiva gestita da artisti che si concentra sulla serigrafia, sull’incisione, la pittura, la produzione audio/video e la progettazione grafica. Nelle sue opere Houser mixxa tutto, testi, colori, suoni, installazioni, le sue non sono solo semplici opere ma vere e proprie instalazioni, dove dentro ci trovi il suo mondo, la scienza e la fantascienza, la malattia, le piante e gli animali, lo sport, i viaggi nel tempo, i fantasmi, l’arte dei bambini, i segreti e la radio. Ha realizzato lavori di design e pubblicità per varie aziende (Nike ecc.).

Lo abbiamo intervistato in esclusiva per Bloggokin (via mail), le bellissime foto di Adam Wallacavage e più in basso trovate anche un curioso video che mostra una tipica giornata nello studio di Jim Houser:




Che cosa ti attrae e ti ispira oggi nell’arte?
Per me l’arte è come una costrizione, un obbligo. Non posso scegliere di non fare arte, mi rilassa, è come un bisogno corporeo, come il cibo o l’acqua o il sonno. nell’arte oggi mi ispira vedere il lavoro di un altro e sentire che i nostri lavori vanno nella stessa direzione.


Il tuo stile e le tue opere sembrano ispirate anche ai fumetti e ai cartoni animati, ne guardavi e ne leggevi molti?
No, davvero. Mi piace mantenere le cose semplici e molto grafiche, non come riferimento a fumetti o cartoni animati, ma come necessità di ridurre le cose alla loro forma più semplice. Semplice è bello. Ogni volta mi chiedo, come posso dire quello che voglio dire con il minor numero di parole? Come posso dipingere ciò che voglio dire con il minor numero di colpi?


Nei tuoi lavori usi delle fantastiche combinazioni e accostamenti di colori meravigliosi, da dove viene la tua tavolozza cromatica?
I miei colori di riferimento sono basati su due semplici temi: acqua e sangue. Così la palette è costituita da sfumature di rosso e blu. Nel corso degli ultimi dieci anni la tavolozza si è evoluta ovviamente ma sono solo i colori con cui mi trovo a mio agio e che sembrano buoni per me.



Nel progettare le tue opere, quanto usi il computer oggi?
Io utilizzo il computer solo per usi commerciali, per il lavoro di progettazione. Io non uso il computer per pianificare i miei dipinti. Sono due mondi separati. Il computer mi aiuta quando devo progettare dei lavori di design, devo essere veloce e ho la possibilità di fare più modifiche, in questo mi aiuta molto, ma la pittura è un altra cosa.



Qual è il tuo rapporto con il denaro e la vendita delle tue opere?
Vivo fuori un po’ al di fuori della vendita delle mie opere, non mi preoccupo troppo per essa, una volta che ho finito l’opera o le opere sono fatte e finite non penso più a loro, le vendono per me e basta. Sono molto contento che ci sono persone che sono felici di possedere una mia opera e sono molto contento di poter rendere felici le persone. E’ bello poter fare quello che si ama per vivere. E’ bello solo svegliarsi la mattina e dipingere solamente senza pensieri.

Per chi ne volesse sapere davvero di più segnaliamo anche questa interessante intervista/scambio di opinioni sull’arte tra Jim Houser e Shepard Fairey










A Day In The Studio of Jim Houser from Art In The Age on Vimeo.

© photography: Adam Wallacavage

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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