Ciao AGIP

E’ notizia di questi giorni il cambio di uno dei più importanti marchi della storia d’Italia, stiamo parlando dell’AGIP (Azienda Generale Italiana Petroli), uno nome che non troveremo più nemmeno nelle pompe di benzina e che progressivamente sta diventerà semplicemente ENI.
In effetti, a guardarlo bene, c’è più aria di restyling che di cambiamento, il famosissimo cane a sei zampe è rimasto al suo posto e il font, studiato all’epoca dalla Unimark (lo Standard Bold a cui fu aggiunto il filetto bianco centrale) è passato da maiuscuolo a minuscolo, mentre la palina gialla di fondo è stata sfumata e degradata al bianco.

Come si legge sul sito dell’ENI, dopo un lavoro di analisi per individuare gli elementi che meglio di altri la contraddistinguono e definiscono il sistema dei valori sul quale l’azienda stessa si fonda, sono emerse essenzialmente due esigenze – chiave per la costruzione della nuova identità:

– unificare i mercati e le diverse realtà Eni tramite un’unica voce e un unico nome
– rendere visibile a livello grafico la dinamicità, la vicinanza, l’apertura e l’integrazione di Eni

Il marchio è oggi soprattutto un marchio in movimento. Mantiene gli elementi di forza che da sempre fanno parte del patrimonio Eni, quale il cane a sei zampe, il quadrato giallo e il lettering filettato, ma presenta degli elementi innovativi. Il cane a sei zampe esce dal quadrato, si muove, è proiettato verso una realtà aziendale nuova. La scritta si presenta in modo originale tagliata in basso e tutta minuscola, per sottolineare la vicinanza e il rapporto paritetico che Eni vuole stabilire con gli stakeholder. Il logo diventa per la prima volta interattivo e scomponibile per meglio sottolineare il carattere aziendale: aperto, dinamico, integrato.

Si potrebbero fare mille considerazioni su questa vicenda grafico/sociale, credo si possa però dire che il cane a sei zampe disegnato nel 1952 da Luigi Broggini (che non ammise mai la propria paternità e la certezza dell’attribuzione del simbolo si è avuta solo dopo la sua morte nel 1983) ha resistito tantissimo alle varie epoche della grafica e della comunicazione che si sono succedute in questi 57 anni e che prima o poi avrebbe subito un restyling tutto sommato accettabile.

Per chi ne volesse sapere di più, basta andare sul sito dell’ENI dove, nell’apposita sezione sono descritte benissimo le varie tappe che hanno fatto la storia di uno dei più famosi brand italiani.

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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