Fabrizio De Andrè

Esattamente dieci anni fa se ne andava quello che probabilmente è stato il più grande poeta della musica italiana, universalmente riconosciuto. L’assenza in questi anni pesa molto di più della presenza e in questi giorni sono in molti a farsi carico di ricordarlo. L’interesse per Faber sembra crescere enormemente, dopo Wim Wenders che ha dichiarato di voler girare un film tributo e mentre al Palazzo Ducale di Genova parte in questi giorni una mostra che ne raccoglie testi e musica (da qui parte la gallery fotografica di Repubblica). E’ notizia di oggi infine che la polizia dell’Epoca schedò il cantautore come terrorista, i divertenti quanto ridicoli rapporti della Polizia potete leggerli qui.

Ma forse è meglio ricordarlo con le parole riportare nello splendido libro/ricordo fotografico di Guido Harari (che potete trovare qui) e che consiglio a tutti di acquistare.

“In questa società le parole di Fabrizio, al pari dei versi delle sue canzoni, pesano sempre di più. Ma le canzoni non cambiano il mondo: tutt’al più, come diceva lui, possono sensibilizzare la gente e sollecitare una presa di coscienza collettiva, che però non può mai prescindere da una presa di coscienza individuale.”

Per ricordarlo musicalmente, ho scelto tra i centinaia di brani il video del brano live La città vecchia, canzone scritta nel 1974, la canzone era moderna per ritmo e stile allora e suona ancora così oggi a distanza di anni. Il video è tratto dal suo ultimo concerto al Teatro Brancaccio di Roma nel 1998.

Ci manchi.

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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