Senza parole


Ci risiamo, ci risiamo di nuovo, non so davvero da dove partire… forse bisognerebbe partire da una tragedia, da una fatalità, una tragica fatalità!
Quella che ha ucciso Gabriele Sandri (ventotto anni), un giovane tifoso laziale in trasferta, morto nell’autogrill di Arezzo per un colpo di pistola sparato (in aria???) da un agente della polizia stradale.

Fin qui la cronaca, fredda, dolorosa e amara, da qui in poi, la cronaca diventa farsa, nulla ha più senso, hanno detto che non bisognava giocare le parite, che per un poliziotto morto il campionato è stato interotto e per un tifoso no, forse è vero, ma bisognava interromperlo in segno di rispetto, di lutto, non perchè era un tifoso, non perchè era un DJ, non perchè era un bravo ragazzo, ma solo perchè era un essere umano e come tale andava rispettato.

Chi voleva che fosse interrotto il campionato sono li stessi “tifosi” che a febbraio avevano ucciso il povero Raciti e che ora chiedono parità di trattamento.

Chi voleva che fosse interrotto il campionato sono gli stessi “tifosi” che ieri per solidarietà e lutto con Gabriele Sandri (uno che con la violenza non aveva nulla a che fare) hanno messo a ferro e fuoco interi quartieri di intere città, sono gli stessi che a Roma hanno solidarizzato così:

La caserma
In via Guido Reni c’è la caserma delle volanti. La polizia, in tenuta antisommossa, cerca di contenre l’assalto. Due giovani vengono arrestati. Secondo le prime informazioni sarebbero due giovani ultras, una ragazzo ed una ragazza. Avevano i volti coperti da bandane ed erano armati di bastoni.

Lì vicino, a terra, resti di mattoni, cassette di legno, mazze. Davanti alla caserma, alcuni cassonetti divelti. Tre sono stati rovesciati in terra sul lungotevere Flaminio. E’ stato incendiato anche un bus. Alcuni poliziotti parlano di “danni ingentissimi”. Sul posto inoltre si è appreso che l’assalto è avvenuto poco dopo le 18, ma è stato bloccato e disperso. Abitanti della strada hanno riferito che gli ultras hanno rovesciato fioriere, rivoltato cassonetti e ciclomotori, prima di essere caricati dalla polizia. “Ci hanno attaccato, erano almeno 400 persone. Non sono riusciti ad entrare per un pelo”, racconta uno dei poliziotti.

“Mi hanno tirato una pietra di grossa dimensione sulla costola”, ha detto Antonio Soluri, un funzionario di polizia ferito, “hanno sfondato un vetro antiproiettile. Hanno lanciato di tutto”.

Il commissariato
In via Fuga a Porta del Popolo dove c’è un commisariato presidio di polizia, la scena non è diversa. Distrutto e dato alle fiamme il portone, distrutte piante e infranti vetri, incendiato un bus della polizia. I due agenti che si trovavano all’interno si sono messi in salvo.

Lo stadio
Ma è vicino all’Olimpico che la guerriglia si organizza e tine in scacco polizia e carabinieri. Centinaia di tifosi assaltano la sede del Coni lì vicino. Le guardie di sorveglianza, non armate, barricate all’interno dell’edificio, mentre gli ultras devastano le aree interne della sede. E’ una manovra per attirare le forze dell’ordine che stazionano nell’area dello stadio e ingaggiare uno scontro organizzato. Quando i poliziotti lo capiscono, tornano indietro ma alcuni restano feriti. Gli uffici del Coni vengono devastati. I tifosi lanciano una bomba carta all’interno dell’atrio danneggiando i marmi. Completamente distrutto l’orologio con il count down verso le Olimpiadi di Pechino 2008, tutte le vetrate rivolte al lato di Lungotevere e i computer della reception.

Poi i tifosi bloccano il ponte duca d’Aosta con transenne e isolano l’area dello stadio. Un fotografo collaboratore dell’Ansa viene picchiato e derubato, un cameraman aggredito.

La violenza si sposta a Ponte Milvio: un centinaio di persone lancia una sassaiola contro una caserma dei carabinieri e una delle loro auto viene incendiata.

Intorno alle 22, arrivano una decina di camionette di polizia e carabinieri e mettono in fuga il gruppo di ultras.

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

Lascia un commento

Loading Facebook Comments ...

Lascia un commento