La politica e l’antipolitica (sfogo)


Tema difficile (e lungo) quello di oggi, in un momento particolare della vita sociale del paese mi ritrovo a far politica attiva e passo praticamente per coglione. Ma come ci sono arrivato a questo punto? Riassumo: io vivo da sempre a Pomezia, cittadina industriale alle porte di Roma fondata dal Duce 70 anni fa e logicamente orientata a destra per sue stesse origini.

Nel 2001 tutta la giunta comunale di centro sinistra venne arrestata per mazzette, un vero disastro politico, un anno e mezzo dopo quando ci furono le elezioni comunali io e altri 25 amici abbiamo deciso che non potevamo seguitare a votare quello schifo e ci siamo creati una nostra lista civica di soli giovani (praticamente under 30) con un nostro candidato a Sindaco, abbiamo raccolto le firme, fatto tutte le carte, siamo stati regolarmente ostacolati e alla fine abbiamo preso anche i nostri bravi voti.
Logicamente non avevamo la struttura e i mezzi (economici) per reggere il confronto, vinse la destra, come quasi sempre qui a Pomezia, ma fu un inizio.

Negli anni successivi ho cercato di capire cosa non aveva funzionato e cosa potevo salvare di quella esperienza, con il tempo ho conosciuto un sacco di gente che continuava a dirmi della bontà del nostro ex progetto e ho capito che anche dentro i partiti (malgrado quello che si dice) lavoravano persone che la pensavano come noi, che erano stufi e che stavano provando a smuovere qualcosa, ho compreso allora che se volevo cambiare le cose nella mia città, dovevo entrare dalla porta principale, sporcarmi le mani e fare pulizia. Mi sono iscritto ad un partito.

A quasi due anni da quella decisione, faccio parte di un gruppo di persone che stanno realmente cambiando la propria città, che hanno vinto le elezioni dello scorso anno (Pomezia è miracolasamente tornata a Sinistra) e che quotidianamente si impegnano per portare avanti un discorso serio sulla politica locale che si riflette nella vita sociale pometina.

Ma dove porta tutto questo ragionamento? cosa ha in comune Pomezia rispetto al nazionale? dove sta la diversità, lo scarto, la differenza con le problematiche nazionali? dove sta andando la politica? perchè c’è tanta voglia di antipolitica?
Una serie di domande a cui non è semplice rispondere, ma in questi giorni mi sono fatto una idea ben precisa, proprio sulla scorta dell’esperienza sopracitata.

Per prima cosa sono stufo e arcistufo di sentire parlare di antipolitica, come se la politica fosse una specie di malattia da debellare, la politica non si fa da sola, le dicisioni non si prendono da sole, la politica è il reale specchio della gente che va o no va a votare e quindi rappresenta nel bene o nel male l’ItaGLIa (come scrive Diego). La politica è impegno, fatica e in molti casi anche sacrificio, è molto (troppo) comodo stare in poltrona a criticare, è un po’ come il processo del lunedì calcistico, con la moviola vista e rivista è facile capire che l’arbitro ha sbagliato, ma poi in campo ci và l’arbitro mica il signor Rossi da casasua.

Ora credo siamo arrivati in un periodo, come capitò ame localmente, in cui la gente deve impegnarsi un po’ di più se vuole cambiare questo stato di cose, non ti va bene? bravo! datti da fare! Rimboccati le maniche e cambia sto cacchio di paese! Siamo arrivati ad un punto dove la classe politica va svecchiata? ci vogliono più giovani impegnati? Bravo! Rimboccati le maniche e cambia sto cacchio di paese!

Ma il nostro è il paese della banane dove è molto più comodo farsi mandare tutti a fanculo sterilmente da un comico che darsi da fare, lo stesso comico chefa il suo bravo spettacolino per vendere il suo libro, il suo DVD, il suo stesso spettacolo in altre piazze e noi li a battere le mani e mandare tutta la politica affanculo. Ma dico io, ma dove vivete? veramente volete mandare tutto a fanculo? e poi? poi cosa succede? dove cresceranno i vostri figli? sulla luna? oppure li crescerete come state invecchiando voi? come gli struzzi!

Un amico mi ha detto che non tutti possono fare politica e che io mi sento un eroe, sbagliato in entrambi i casi, sbagliata la prima affermazione perchè la politica la possono e la devono fare tutti, ogniuno al suo livello, ma per farla ci vuole impegno e volontà e sono in molti (troppi) che sbagliando, da anni, provano a convincerci che è una cosa distante e che non tutti possono farla! Io non mi sento un eroe, io mi sento uno qualunque che si è reso conto sulla propria pelle che se davvero si vuole una cosa la si può ottenere, anche in un campo difficile come la politica, ma che per ottenerla bisogna sbattersi e molto!!!

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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