Elezioni (3)

Chiedo scusa a Diego ma sono costretto a copiare e incollare il suo SPETTACOLARE post sulle Elezioni, personalmente non credo che a pochi giorni dal voto che forse ci cambierà la vita definitivamente sarei riuscito a fare di meglio, Diego ha un dono e per questa volta ne usufruisco a beneficio di tutti!

“Bene.
Dopo la sparata di ieri sull’ICI, siamo nelle mani del pubblico del Grande Fratello.
Non c’è sondaggio che tenga, non ci sono proiezioni o interviste su cui basarsi, dobbiamo fare i conti con l’unico e vero conflitto di interessi del nostro Paese:
Non quello sulla proprietà di Silvio delle sue aziende, ma quello sulla proprietà di Silvio sulla formazione del pensiero di massa.
Non è che cosa possiedi.
E’ come lo usi da vent’anni a questa parte.
Per cui, se ci sono persone che credono davvero a quanto ha detto Silvio ieri, è del tutto inutile cercare di spiegargli qualcosa, fa niente, non importa, non importa più.
La percezione finale di questo ventennio è una percezione 100 Vetrine oriented, le famiglie italiane si vedono come protagoniste di Vivere, si credono borghesi medio alti, non importa quante rate hanno dovuto fare per comprarsi i vestiti di Dolce & Gabbana o di Gucci, l’importante è l’illusione dell’accesso alla ricchezza, della way of life biscionesca, del trucco, del parrucco, del sorriso, del sogno e della minaccia comunista.
E’ colpa dell’Euro se non si arriva a fine mese, non è di certo colpa del costo di una videofonata, che se non fai sei un pirla, e non è di certo colpa della vacanza ai Caraibi che devi finire di pagare, o di tutto quello che hai dovuto comprare per sentirti integrato, adeguato, consumato, visto e piaciuto.
Il messaggio del ventennio biscionesco è che stiamo vivendo in un costante, eterno, perdurante Happy Hour al Billionarie, che tutti possiamo scoparci una velina o un tronista, dire la nostra su un ragazzino danzante, possiamo rifarci tutti le tette e vestirci con la mutanda di Calvin Klein fuori da dei Jeans da trecento Euro.
Contrapposto a queste luci, questi lazzi, questi frizzi, c’è Prodi, che arriva con gli scontrini in mano, cercando di farci capire che prima o poi, qualcuno, questo cazzo di conto lo deve pagare.
Impossibile.
Uno dei “termometri sociali” preferiti da Umberto Eco era la Casalinga di Voghera, in suo nome si sono fatti milioni di sondaggi, dibattiti, critiche.
La Casalinga di Voghera oggi non c’è più, al suo posto c’è un esercito di cloni catodici della figlia di Vanna Marchi, ed è con il suo punto di visto che adesso, ora, è necessario misurarsi.
Bene.
Visto che l’unico mezzo di approfondimento è il “Dio vi benedica” che Gerry elargisce alla fine del Miliardario, o l’urlo gutturale dei fans di Amici, visto che la percezione del paese è quella fornita alle masse degli spot del Mulino Bianco, o da Verissimo, non c’è più niente da fare e niente da dire.
A decidere le elezioni saranno gli ascolti di Alessia Marcuzzi questo giovedì.
Augusto o Eleonora?
Prodi o Berlusconi?
Volete vivere nella realtà o sul Digitale Terrestre?”

Paolo

Paolo "Ottokin" Campana

Paolo "Ottokin" Campana. Founder di Bloggokin. A volte grafico. A volte blogger. Giro, vedo gente, mangio cose.

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